
Di Paola Redemagni
Sono una ventina le sculture realizzate da Arrigo Minerbi (Arrigo Minerbi, scultore) al Cimitero Monumentale di Milano (Il Cimitero Monumentale di Milano).
Fra le prime realizzazioni si colloca la bellissima stele realizzata nel 1928 per la tomba del cavalier Angelo Radaelli (1856-1918) e della moglie Nina, intitolata: Il pianto del fiore.
Ad Angelo Radaelli l’artista dedica l’epitaffio: «Fu la casa il tuo tempio / il giardino il tuo regno». Radaelli aveva avviato nel 1886 insieme con il fratello un negozio di fiori in via Manzoni a Milano, divenuto in breve tempo una delle eccellenze della città. A questa prima impresa, i fratelli affiancavano poi una succursale in Brianza e la vendita per corrispondenza di piante provenienti dal loro vivaio in Corso Magenta 90.

Il bassorilievo in marmo di Carrara presenta il corpo nudo di un’adolescente, che affiora appena dal fondo neutro.
Il gesto delle mani e il capo reclinato quasi a volersi sottrarre alla vista trasmettono il senso della sorpresa e dell’imbarazzo, un atteggiamento di pudore che ricongiunge idealmente la fanciulla al modello classico della Venus pudica e che, contemporaneamente, riprende nell’atteggiamento la figura femminile che sulla tomba accanto offre una ghirlanda di fiori all’altare.

La resa artistica cerca la sintesi tra naturalismo e stilizzazione e si affida più agli strumenti della pittura che a quelli della scultura, alla linea più che al modellato dei volumi, tanto che la figura sembra quasi disegnata sul marmo.
Seguendo il corpo ci si accorge che acquista maggior consistenza procedendo dal basso verso l’alto: i piedi della giovanissima modella, pur poggiando sul pavimento, appaiono sfumati, eterei, così come le gambe. La linea si approfondisce salendo verso le spalle e la testa, che infatti appare perfettamente delineata nel volto delicato, a cui la maggior profondità della linea dona un morbido chiaroscuro.

L’opera si distingue per grazia, delicatezza, luminosità e risente nello stile e nel soggetto dello stile Liberty, che influenza ancora le prime opere di Minerbi e che nell’attività dell’artista aveva raggiunto l’apice agli inizi del secolo, nella decorazione floreale che lo scultore aveva eseguito per Villa Melchiorri a Ferrara, considerata il capolavoro di questo stile nella città emiliana.
La stele termina nella parte superiore con una lunetta in cui campeggia un vaso di orchidee.
Il gesso preparatorio della scultura si trova oggi nelle collezioni delle Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea di Ferrara, dove entra a seguito della donazione effettuata dallo scultore nel 1954.