
Di Paola Redemagni
Antoine Marie Ampère, fisico, matematico, chimico e filosofo, è il fondatore della elettrodinamica – termine, fra l’altro, coniato da lui: in onore dei suoi studi, nel Sistema Internazionale l’unità di misura dell’intensità di corrente elettrica è chiamata ampere (A).
Figura eminente nel panorama scientifico di primo Ottocento, ha dato contributi di rilievo in fisica, chimica, scienze naturali, matematica. E’ anche l’inventore del primo galvanometro e del primo telegrafo elettrico, della “bilancia di Ampère” e – insieme con lo scienziato François Arago – dell’elettrocalamita.
In pratica, se in casa abbiamo la corrente elettrica lo dobbiamo anche a lui.
Scrisse anche un trattato intitolato Considérations sur la théorie mathématique du jeu, (Considerazioni sulla teoria matematica del gioco) in cui applica le sue conoscenze matematiche al calcolo di probabilità nel gioco, e questo me lo rende simpatico.
A.M.Ampère nasce nel 1775 a Polémieux-au-Mont-d’Or, vicino a Lione, figlio di un ricco mercante e giudice di pace che si occupa personalmente della sua istruzione. Sfortunatamente il padre è un rivoluzionario e, con il ritorno alla Restaurazione, viene ghigliottinato nel 1793.

L’evento ha un comprensibile effetto deprimente sul carattere e sulle finanze del giovane, che nel 1799 sposa Julie Carron. L’anno seguente la coppia ha un figlio che chiama Jean-Jacques ma la felicità dura poco: Julie è fragile di salute e muore nel 1804. Ampère si sposa nuovamente nel 1806 con Jenny Potot ma i due divorziano nel 1808. La figlia Albine viene affidata al padre.
Nel 1801 Ampère diventa professore di Fisica e Chimica a Bourg-en-Bresse, poi di matematica al Liceo di Lione. Nel 1809 viene nominato Professore di Matematica all’École Polytechnique di Parigi e nel 1814 è eletto all’Institut National des Sciences.
Ingegno poliedrico, si occupa anche di chimica: nel 1811 ipotizza l’esistenza in natura di un elemento che chiama fluoro e nel 1816 propone una classificazione degli elementi.

Fra il 1820 ed il 1827 i suoi studi si concentrano sull’elettricità, il magnetismo e l’elettromagnetismo e dal 1823 al 1828 pubblica negli Annales de Chimie et de Physique una serie di lavori scritti con il contributo del suo assistente Felix Savary, in cui teorizza che il magnetismo sia provocato sempre da correnti elettriche e stabilisce il principio di equivalenza tra spire percorse da correnti e magneti.
A partire dal 1826 insegna elettrodinamica presso il Collège de France e nello stesso anno pubblica il suo lavoro più importante: Mémoire sur la Théorie Mathématique des Phénomènes électrodynamiques Uniquement Déduites de l’Expérience, (Sulla teoria matematica dei fenomeni elettrodinamici dedotta unicamente dall’esperienza).
Nel 1827 viene eletto Fellow della Royal Society e in seguito di molte altre Accademie.
Muore a Marsiglia il 10 giugno 1836. E’ sepolto a Parigi al Cimitero di Montmartre (leggi anche: Cimitero di Montmartre – Parigi).
Gli riposa accanto il figlio Jean-Jacques, famoso storico e filologo, professore di Storia della letteratura alla Sorbona e Accademico di Francia.

Sulla stele lo scienziato e il figlio sono ritratti di profilo, a bassorilievo all’interno di due medaglioni in bronzo, riprendendo il modello della medaglistica classica.
Le due epigrafi recitano rispettivamente:
Andre Marie / Ampere / nato a Lione il 21 giugno 1775 / morto a Marsiglia il 10 giugno 1836 / Membro dell’Accademia delle Scienze / ha accresciuto le conoscenze umane / nelle scienze matematiche, fisiche / metafisiche e morali / ha elaborato la teoria elettrodinamica / scrisse il Saggio / sulla filosofia della scienza / da vero cristiano / fu semplice buono e grande.
Jean-Jacques Antoine / Ampere / nato a Lione il 12 agosto 1800 / morto a Pau il 27 marzo 1864 / Membro dell’Academie Francaise / e dell’Academie / des Inscriptions et Belles Lettres / ha illustrato / le lettere, l’erudizione e la storia / nessuno ha vissuto in modo più fedele / al proprio dovere e all’amicizia / il nome glorioso / che ha ricevuto da suo padre.