
Foto dell’autrice)
di Paola Redemagni
Una delle tombe più ammirate al Cimitero degli Inglesi di Firenze (leggi anche: Cimitero degli Inglesi – Firenze) è sicuramente quella di Arnold Savage Landor (1819-1871), figlio del poeta inglese Walter Savage Landor e di sua moglie Julia Thuillier. Opera dello scultore Michele Auteri Pomàr, la si trova a destra del sentiero centrale, lungo il pendio nord della collina.
La scultura a grandezza naturale presenta una donna prostrata su un inginocchiatoio da chiesa: con una mano sostiene il capo e contemporaneamente nasconde il viso, mentre con l’altra regge una corona funebre, il braccio abbandonato lungo l’inginocchiatoio.
La scultura della donna è un capolavoro di ritrattistica realistica ottocentesca e, come già nel caso – ad esempio – di Caterina Campodonico (Caterina Campodonico venditrice di noccioline (Genova, Cimitero di Staglieno)), rappresenta con incredibile verismo l’abbigliamento e i tratti personali di Julia Savage Landor, madre del defunto: l’espressione affranta, i pizzi del velo, i bottoni sulle maniche, la frangia a pon-pon dello scialle e del vestito. La scultura è rialzata sul terreno da un alto basamento di pietre squadrate, impreziosito dal complicato stemma familiare sovrastato da una ‘testa di selvaggio’, che richiama il cognome.

Il fatto che la donna sia ritratta qui ma sepolta altrove – sempre a Firenze ma al Cimitero agli Allori – fa sì che sia contemporaneamente presente ed assente accanto al figlio.
Anche suo marito Walter è sepolto al Cimitero degli Inglesi, sotto una semplice lapide a terra, ma Julia sceglie di non farsi rappresentare sulla sua tomba: al contrario, la sua scultura volge le spalle alla tomba del marito, in un gesto di totale rifiuto, che perpetua per l’eternità la frattura che li aveva già separati in vita e che mette in crisi il modello iconografico e sociale della vedova devota al consorte, impegnata a piangerlo incessantemente per il resto della propria esistenza, senza risposarsi e perpetuandone all’infinito il culto e la memoria.

I due si erano sposati nel 1811, quando Walter Savage Landor era già un letterato affermato e lei la figlia di un banchiere svizzero impoverito, e avevano avuto quattro figli; tuttavia, il carattere infernale di lui aveva costellato la loro vita di tradimenti e di liti continue con dipendenti, vicini, autorità locali, oltre a dissipare il patrimonio di famiglia.
Nel 1829, grazie alla generosità d’un amico, avevano comprato nei pressi di Fiesole Villa Gherardesca.

La donna aveva sopportato il coniuge per più di vent’anni poi, nel marzo 1835, lo aveva definitivamente cacciato di casa, rifiutandosi di riaccoglierlo quando, dopo alcuni anni di peregrinazioni, Walter Savage Landor era tornato a Fiesole.
Il poeta avrebbe poi finito i suoi giorni nuovamente a Firenze, ospite di alcuni amici, tra cui la scrittrice Elizabeth Barrett Browning (per conoscerla vedi: Passeggiando fra gli Inglesi), sepolta poco lontano da lui.
Dear friends speaking English, this is an home-made blog. I have no money to pay a professional translator, so I write English post by myself and – as you can see – I can’t write English language very well. So you can find a lot of mistakes in the articles: I beg your pardon. My English language level is: F(unny)! Will you pardon me?
One of the most admired tombs at the English Cemetery in Florence is Arnold Savage Landor’s one, son of the English poet Walter Savage Landor and his wife Julia Thuillier, by sculptor Michele Auteri Pomàr. The life-size sculpture depicts a woman prostrate on a church kneeler: it is a masterpiece of 19th-century realistic portraiture and represents Julia Savage Landor, mother of the deceased, with incredible realism. The sculpture stands on a high plinth embellished with the family crest with the ‘Savage’s head’, reminiscent of the family surname.
Her husband Walter is also buried in the English Cemetery, under a simple tombstone on the ground, but Julia chooses not to be represented on his tomb: on the contrary, her sculpture turns its back on her husband’s grave, perpetuating for eternity the rift that had already separated them in life and undermining the iconographic and social model of the widow devoted to her spouse, committed to mourning him incessantly for the rest of her existence.
The two had married in 1811, when Walter Savage Landor was already an accomplished man of letters and she the daughter of an impoverished Swiss banker; however, his infernal character had punctuated their lives with betrayals and constant quarrels, as well as dissipating the family fortune.
The woman had put up with her spouse for more than twenty years, then, in March 1835, she finally threw him out of the house. After long wanderings, the poet had ended his days back in Florence, the guest of some friends, including the writer Elizabeth Barrett Browning, buried not far from him.