
(Necropoli di Anghelu Ruju, Alghero. Tomba ipogeica. Foto dell’autrice)
Di Paola Redemagni
Le fate abitano in Sardegna, vegliano sul sonno dei bimbi e filano fili d’oro alla luce della luna. Abitano case piccole piccole, scavate nella roccia migliaia di anni fa, in un periodo compreso fra il Neolitico e l’età del Bronzo. Domus de janas, appunto.

(Necropoli di Anghelu Ruju, Alghero. Tomba ipogeica con ingresso a pozzetto. Foto dell’autore)
Nelle più antiche l’ingresso avviene calandosi in un pozzo poco profondo, mentre nelle più recenti si percorrono pochi gradini e il dromos, un breve corridoio a cielo aperto che porta a un primo locale: l’anticella. Da qui si entra nel vano principale da cui partono altre cellette, più o meno grandi, destinate al riposo.

(Necropoli di Anghelu Ruju, Alghero. Tomba ipogeica con ingresso a dromos. Foto dell’autore)
Alcune domus sono semplici: tre o quattro locali in tutto, altre complesse, con piante articolate, stanze che si aprono in successione e perfino una o due colonne nella sala principale. Alcune conservano piccoli letti in pietra, altre sono decorate: le porte con architravi scolpiti, le pareti con bassorilievi e incisioni di teste o di corna taurine, disegni geometrici, false porte che conducono all’aldilà, tracce di pittura rossa, il colore del sangue e della rigenerazione.

(Necropoli di Anghelu Ruju, Alghero. Cella della tomba XX bis. Foto dell’autore)
Possono ospitare da due fino a trenta persone. Quando i parenti e gli amici vengono in visita, si radunano a consumare un pasto nel dromos o nella domus. Lasciano ciotole contenenti il cibo destinato agli occupanti e celebrano cerimonie magico-religiose di cui sappiamo poco, perché l’intero sito è stato utilizzato più volte come cava.
Domus de janas, case delle fate: un nome fiabesco con cui indicare una realtà diversa, quella della necropoli ipogeica di Anghelu Ruju, a dieci chilometri da Alghero: il complesso di grotte sepolcrali preistoriche più esteso e importante della Sardegna settentrionale.

(Necropoli di Anghelu Ruju, Alghero. Tomba C. Foto dell’autore)
Scoperto nel 1903, comprende 38 tombe scavate durante quattro diverse campagne archeologiche: nel 1904 e nel 1907 da Antonio Taramelli, allora alla direzione dell’Ufficio delle Antichità della Sardegna; nel 1936 e nel 1967 rispettivamente dagli archeologi Doro Levi e Ercole Contu. I reperti recuperati durante le campagne di scavo – vasi, statuette, collane – si trovano oggi nei musei archeologici di Sassari e di Cagliari.
Per visitare il sito, potete percorrere la “Strada dei due mari”; da Alghero o da porto Torres, mentre da Sassari potete utilizzare la statale 291.
(Dear friends speaking english, this is an home-made blog. I have no money to pay a professional translator, so I write english post by myself and – as you can see – I can’t write English language very well. So you can find a lot of mistake in the articoles: I beg your pardon. My English language level is: F(unny)! Will you pardon me?)
The fairies live in Sardinia, protect the babies sleep and spin gold yarns at the moonlight. They lives in very small houses, digged in the rock thousands of years ago, during Neolothic period and Bronze period.
These houses are called Domus the janas. A fabulous name for the necropolis of Anghelu Ruju, 10 km from Alghero away and the most important and large whole of prehistorical burial ground in North Sardinia.
You can visit 38 tombs here, discovered in 1903 by the archeologist Antonio Taramelli. They were digged from 1904 to 1907 by him; then in 1936 by the archeologist Doro Levi and in 1967 by the archeologist Ercole Contu. They found some little statues, pots and necklaces in the tombs and you can see the exhibits in the Archeological museums in Sassari and Cagliari today.
Some tombs are small and they have 3 or 4 rooms. Others are larger, with a complex plan, a lot of rooms, some small stones beds and one or two columns in the principal room. Furthermore, some of the tombs are decorated with geometrical ornaments, with some bulls heads and horns or with false doors: in the last case, they represent some passages to the hereafter.
If you like visit Anghelu Ruju prehistorical burial ground, you have to drive along the “Strada dei due mari” from Alghero to Porto Torres (or from Porto Torres to Alghero); from Sassari you have to drive along SS 291.