Ogni uomo seppellito / è il cane del suo nulla. Il cimitero dei cani al Vittoriale

Vittoriale_ingresso_cimitero_cani  (Vittoriale degli Italiani, Gardone Riviera. Ingresso del Cimitero dei cani. Foto dell’autrice)

Di Paola Redemagni

Gabriele D’Annunzio amava i cani, soprattutto levrieri e in tutte le sue ville attrezzava un comodo canile. Non fa eccezione il Vittoriale, che il poeta sa essere la sua ultima dimora (Laudi del cielo, della terra, del mare e degli eroi: Gabriele D’Annunzio), e dove realizza non solo un canile ma anche un cimitero per i suoi amati animali.

Lo si incontra scendendo dalla Prioria oltre il frutteto e la limonaia, lungo il muro di cinta che delimita la proprietà. Un arco in pietra dalle forme monumentali, affiancato da quattro pilastri sormontati da altrettante aquile ad ali spiegate, introduce in una porzione riservata del giardino.

Qui D’Annunzio seppellisce i suoi compagni di caccia, sotto piccole lapidi che ne riportano il nome.

A loro dedica la sua ultima, cupa, poesia, incisa su un masso in pietra rosa:

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(Vittoriale degli Italiani, Gardone Riviera. Cimitero dei cani. Foto dell’autore)

Qui giacciono i miei cani

Gli inutili miei cani

Stupidi ed impudichi,

novi sempre et antichi

fedeli et infedeli

all’ozio lor signore,

non a me uom da nulla.

Rosicchiano sotterra

Nel buio senza fine

Rodon gli ossi i loro ossi,

non cessan di rodere i lor ossi

vuotati di medulla

ed io potrei farne

la fistola di Pan

come di sette canne

i potre senza cera e senza lino

farne il flauto di Pan

se Pan è il tutto e

se la Morte è il tutto.

Ogni uomo nella culla

Succia e sbava il suo dito

Ogni uomo seppellito

È il cane del suo nulla.

Forse per questo, fra le infinite stanze che popolano la sua villa, D’Annunzio sceglie di prepararne una destinata alla rappresentazione che seguirà la sua morte. Con gusto teatrale appronta una grande camera, dalle cui pareti vegliano le grandi tele di Gaetano Previati. Al centro di uno spazio pensato come un palcoscenico, affiancato dalle enormi repliche di due Prigioni di Michelangelo, D’Annunzio pone un piccolo letto a forma di culla, destinato alla sua veglia funebre, su cui oggi riposa la maschera marmorea realizzata dallo scultore Arrigo Minerbi.(vedi anche: Arrigo Minerbi, scultore)

 

Ogni uomo nella culla / Succia e sbava il suo dito

Ogni uomo seppellito / È il cane del suo nulla…

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(Vittoriale degli Italiani, Gardone Riviera. Cimitero dei cani. Foto dell’autore)