
(S.Bernardino alle Ossa – Cappella dell’ossario. By Giovanni Dall’Orto [Attribution], from Wikimedia Commons)
Di Paola Redemagni
Anche Milano ha la sua “cripta dei Cappuccini” (Nella cripta dei Cappuccini). Non è grande come quella di Palermo, non è stupefacente come quella di Roma, in realtà non è neppure dei Cappuccini, visto che appartiene a un altro ordine: quello dei Disciplini.
Rappresenta una curiosità poco conosciuta, malgrado siano migliaia le persone che le passano accanto ogni giorno: S.Bernardino alle Ossa si trova in pieno centro, a pochi passi dal Duomo.
La chiesa in stile barocco e rococò fu edificata in piazza S.Stefano nel 1750, su progetto degli architetti Andrea Biffi e Carlo Giuseppe Merlo, ma la sua storia è molto più antica.
Qui e nelle zone circostanti fino a Porta Vittoria e Porta Romana, si estendeva un tempo il Brolo, un vasto spazio verde. Benché il Brolo cadesse sotto la giurisdizione dell’Arcivescovo, era considerato luogo pubblico: qui si andava a caccia, vi si tenevano i mercati pubblici, adunanze, spettacoli, l’addestramento militare dei giovani e le sentenze capitali dei nobili.
Vi sorgevano anche alcuni edifici, principalmente chiese ed ospedali: S.Nazaro, S.Stefano, S.Giovanni in Guggiroio, l’Ospedale femminile di S. Maria, l’Ospedale di S.Lazzaro, l’ospizio dei trovatelli.
L’ospedale del Brolo funzionò egregiamente fino al 1456, quando il signore di Milano Francesco Sforza decise di dotare la città di un ospedale di maggiori dimensioni: l’Ospedale Maggiore, appunto, progettato dal Filarete. Le case di cura preesistenti non cessarono immediatamente di funzionare ma si specializzarono nell’assistenza a determinate malattie. All’Ospedale del Brolo – che cessò definitivamente di esistere soltanto nel 1652 – furono assegnati i lebbrosi. Accanto all’ospedale sorgeva il cimitero, per potervi accogliere i frati addetti all’Ospedale e gli ammalati deceduti. Ben presto cominciò ad ospitare anche i nobili che desideravano riposare qui e che finirono con lo scacciare i più antichi ospiti. Si rese così necessaria l’istituzione di un nuovo camposanto, esclusivamente riservato, questa volta, ai defunti dell’Ospedale.
A questi si aggiungevano, in pochi metri quadrati, anche il cimitero della basilica di S.Stefano e quello dell’Ospedale di S.Maria. Per ospitare i resti delle continue esumazioni venne edificata nel 1210 una cappella con funzione di ossario e accanto sorse una piccola chiesa. Nel 1340 la Confraternita dei Disciplini, che manteneva una propria Scuola nella vicina chiesa di S.Stefano, ottenne prima la cura dell’ossario, poi anche quella della chiesa, dedicata a S. Bernardino da Siena, patrono della Confraternita.

(Facciata della chiesa. By Melancholia~itwiki [CC BY-SA 4.0], from Wikimedia Commons)
A causa delle continue distruzioni, chiesa ed Ossario vennero ricostruiti più volte. Nel 1642 franò il campanile della chiesa di S.Stefano, trascinando con sé anche S.Bernardino, che venne ricostruita entro l’anno seguente. Nel 1690 si iniziarono i lavori di rifacimento della cappella, che le diedero l’aspetto che conserva anche oggi: lungo le pareti, sulle lesene e i cornicioni furono disposte le ossa degli antichi cimiteri, mentre i teschi meglio conservati vennero utilizzati per tracciate ampie croci. Sebastiano Ricci decorò la volta con un volo di angeli. Infine fu sistemato il nuovo altare in marmo grigio, con la statua della Vergine Addolorata e del Cristo morente. La Cappella venne benedetta il 27 dicembre 1647 da Monsignor Gerolamo Strada, canonico del Duomo.
Una curiosità. Nel 1728 il re del Portogallo Giovanni V, visitando la cappella, ne rimase così colpito che decise di farne erigere una identica a Evora, nei pressi di Lisbona, ricopiandola in ogni particolare: la Capela dos Ossos.