Sapanta, il cimitero che ride

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(Sapanta, Cimitrul Vesel. Licensed by CC-BY-SA-3.0, from Wikimedia Commons)

Di Paola Redemagni

Dimenticate tutti i luoghi comuni sui cimiteri. Dimenticate parole come tristezza e malinconia o aggettivi come inquietante o addirittura spettrale.

Siamo in Romania, in un piccolo villaggio quasi al confine con l’Ucraina, dove troverete un luogo che esplode di colori: Cimitirul Vesel, il cimitero allegro o cimitero che ride. Probabilmente il cimitero più allegro di tutto il mondo e, oggi, perfino una meta turistica visitata ogni anno da migliaia di persone.

Siamo a Sapanta, poco più di tremila abitanti e oltre 800 croci intagliate nel legno di quercia e dipinte a colori vivaci: rosso, giallo, blu… Soprattutto blu: così brillante che gli esperti lo chiamano Sapanta blue.

Ogni croce riporta un episodio della vita del defunto, intagliato con tratti vivaci: il suo mestiere, un evento particolare, il suo carattere. Le scenette sono accompagnate da poesie scritte in prima persona, con un linguaggio semplice e perfino errori di grammatica, che richiamano i racconti orali locali.

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(By Paf. Licensed by CC BY-SA 3.0 from Wikimedia Commons)

Vestiti con gli abiti della tradizione contadina, gli abitanti del paese coltivano i campi, mungono le mucche, cucinano, pascolano gli animali, brindano all’osteria, guidano auto e trattori. Ci sono il postino e il meccanico, il falegname e l’infermiera, la maestra di scuola…

Tutto iniziò grazie a un intagliatore del paese: Stan Ioan Pătraş, la cui famiglia vantava una lunga tradizione nella scultura in legno. Attività ben conosciuta nella zona, tanto che le chiese lignee della regione sono patrimonio culturale dell’Unesco.

Fin da ragazzo Stan Ioan era attratto dalla scultura, dalla letteratura e dalla poesia: fu così che i suoi concittadini cominciarono a rivolgersi a lui per commissionare le croci per parenti e amici. Ioan scolpì la sua prima croce a 14 anni e, a partire dal 1935, cominciò a completare le lapidi con le poesie.

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(Sapanta, tomba di Stan Ioan Pătraş. Foto by Pixi licensed by CC-BY-SA-3.0, from Wikimedia Commons)

Quando morì nel 1977 ne aveva intagliate più di 700, dipinte con colori dal significato simbolico: verde per la vita, giallo per la fertilità, rosso per la passione, nero per la morte.

Frutto in prevalenza del lavoro di un solo artista, il cimitero di Sapanta si presenta come un insieme perfettamente coerente: la sua vivacità e la sua allegria traducono in forma concreta l’idea che l’anima è immortale e che la morte è un passaggio gioioso dalle miserie terrene a una vita ultraterrena, decisamente migliore.

Dopo la morte di Stan Ioan Pătraş, il suo lavoro viene continuato dal suo discepolo Dumitru Pop. Oggi Sapanta rientra fra i siti del Patrimonio culturale dell’umanità dell’UNESCO.

(Dear friends speaking english, this is an home-made blog. I have no money to pay a professional translator, so I write english post by myself and – as you can see – I can’t write English language very well. So you can find a lot of mistake in the articoles: I beg your pardon. My English language level is: F(unny)! Will you pardon me?)

The happiest cemetery in the word is in Romania, in a small village near the Ucraina border where you can visit the Cimitirul Vesel, that is to say “the Smiling cemetery”.

The village is named Sapanta. In the village cemetery you can see more than 800 oacked crosses and tombstones painted with brilliant colours. The colours owned a symbolic meaning: green means life, red means love, yellow means fertility, black means death… The blue color is really particular so it is named Sapanta blue.

The crosses and the tombstones are carved with images from the death persons’ life: so you can see the village residents cultivating a field, milking a cow, grazing e goat, driving a tractor or a car, drinking wine, cooking… You can see the village postman, the mechanic, the carpenter, the teacher, the nurse…

Often, the images are integrated by a brief poem that explain something about the persons’ life and their personalities.

The first oacked cross was carved and painted in 1922 by the village carpenter, Stan Ioan Pătraş. In 1935 he wrote the first epitaph. His crosses were so nice that all village residents ordered their tombstones to be done by him. When Stan Ioan died in 1977, there were more than 700 crosses carved and painted by him in Sapanta cemetery.

Today this amazing cemetery is UNESCO heritage.