
(Pisa. Bonamico Buffalmacco, Giudizio Universale. Foto dell’autore)
Di Paola Redemagni
Come una graphic novel. Questo erano gli affreschi per chi non sapeva né leggere né scrivere: grandi apparati spettacolari che colpivano la vista e si imprimevano nell’immaginazione. E chi non sapeva né leggere né scrivere poteva seguire le storie e ricevere ammaestramenti: ammirare il potere regale o cittadino, riflettere sulla giustizia umana e su quella divina, imparare a distinguere vizi e virtù.
E come una graphic novel – o un gigantesco fumetto – il racconto si dipanava sulle pareti per poter essere letto in sequenza. La naturale continuazione dell’incontro dei Tre vivi con i tre morti e del Trionfo della Morte è, allora, il Giudizio Universale (Pisa, il Campo Santo 3 – il Trionfo della Morte).
Il Giudizio si svolge su due registri sovrapposti: nella parte superiore dell’affresco, al centro della scena, troviamo la Madonna e Cristo incoronati e seduti all’interno di due mandorle colorate, che rappresentano la luce divina. Accanto a loro siedono i dodici Apostoli, sospesi su un tappeto di nuvole. Sopra le loro teste un gruppo di angeli porta i simboli della passione e li addita ai fedeli.
La parte più interessante però è quella inferiore.

(Pisa. Giudizio Universale. Particolare con la resurrezione dei defunti. Foto dell’autore)
Al centro troviamo un impegnatissimo gruppo di angeli: quelli sospesi in cielo suonano le trombe del giudizio mentre sotto di loro un deciso Arcangelo Michele, armato di uno spadone preoccupante, destina alla salvezza o alla dannazione i defunti che gli vengono presentati. Gli angeli parlano ma il degrado della pittura e dei colori ha reso illeggibili le parole. Sono comunque angeli guerrieri e infatti vestono cotta e armatura.
Sono interessanti le modalità di resurrezione dei defunti, che non sorgono dalle tombe come puri spiriti ma, escono dalle fosse in maniera molto concreta: se il re se la cava da solo, issandosi all’esterno con le sue forze, la regina sulla sinistra ha bisogno dell’aiuto di una sua pari. Nulla in confronto a quanto capita al frate, trascinato letteralmente per i capelli e in malo modo.

(Pisa. Giudizio Universale. Particolare con la resurrezione dei defunti. Foto dell’autore)
Alla destra di Cristo – e quindi alla nostra sinistra – si allineano i beati: con le mani giunte in preghiera, rivolgono sereni i volti verso Cristo e la Madonna, grati per la salvezza. I santi si riconoscono per l’aureola dorata: li troviamo quasi tutti nel secondo registro e sono guidati da Giovanni il Battista, con la barba incolta e la veste di cammello. Si distinguono poi un Papa, re e regine, vescovi, eremiti, mercanti. Beati ma tutto sommato noiosi.

(Pisa. Giudizio Universale. Particolare dei beati. Foto dell’autore)
Molto più interessante il gruppo dei dannati, che si assiepa alla sinistra di Cristo (e quindi alla nostra destra). Tre angeli molto determinati li spingono con forza verso l’imboccatura dell’inferno, un arco roccioso da cui si sprigionano le fiamme.

(Pisa. Giudizio Universale. Particolare dei dannati. Foto dell’autore)
Tra le fiamme spuntano braccia diaboliche che ghermiscono un gruppo di donne e uncini acuminati: uno di questi arpiona la treccia della ragazza dal mantello colorato, che grida di spavento e di dolore.

(Pisa. Giudizio Universale. Particolare con la fanciulla arpionata. Foto dell’autore)
I dannati attorno a loro oscillano fra rassegnazione, supplica e disperazione. Dannati ma espressivi.
Per il momento possono solo immaginare cosa li attende oltre la porta…