
(Enrico Butti. Cimitero Monumentale di Milano, Edicola Casati, 1890. Foto dell’autrice)
Di Paola Redemagni
Passeggiando per i viali del Monumentale di Milano in questi giorni di autunno di un ottobre insolitamente tiepido, con le foglie che iniziano a virare colore e hanno appena iniziato a cadere, colorando la ghiaia del viale, non si può non notare la tomba della bella Isabella Airoldi Casati, realizzata dallo scultore Enrico Butti nel 1890 (Riparto V, sp. 86).
Nella vita reale l’amore è eterno finché dura. Ma è l’arte a eternare l’amore, meglio ancora se un amore sfortunato.
Isabella Airoldi Casati era giovane e bella. Amata moglie del barone Gianluigi Casati, muore a soli 24 anni nel 1889. La fanciulla è rappresentata sul letto di morte, il gracile busto sostenuto dai cuscini, le braccia abbandonate sul letto, mentre scivola nell’ultimo sonno. Alle sue spalle un tondo bronzeo lavorato a bassorilievo mostra una schiera di angeli che scendono a prenderla per accompagnarla in Paradiso.

L’inaugurazione dell’edicola Casati in una foto d’epoca. Musei Civici Viggiutesi.
Ignoro con quali parole il barone Casati abbia salutato per l’ultima volta la sua compagna, ma nell’immaginario collettivo dell’epoca le fanciulle sono tutte figure angelicate: candide spose, esempi di virtù e rassegnazione, modello di virtuose donzelle, delizia dei parenti, belle di aspetto e di animo gentile.
Il simbolismo della scena contrasta con il verismo accentuato della figura. I lineamenti del volto sono quelli della baronessa mentre la figura femminile viene realizzata prendendo a modello Virginia Sevesi, la modella prediletta dello scultore, poi compagna dell’artista.
L’edicola prende il nome Sogno della morte e ha precedenti illustri, dal momento che si rifà alla tomba della contessa Zamoyska (1843) realizzata da Lorenzo Bartolini nella chiesa di S. Croce a Firenze.

Lorenzo Bartolini – Tomba della contessa Zamoyska, chiesa di S.Croce, Firenze (1843)
Malgrado l’alta qualità artistica e gli antecedenti, quando il gesso originale viene presentato all’Esposizione di Brera del 1891 fa scandalo: gli si contesta la presenza del nudo, anche se privo di qualunque sensualità; si critica la gracilità della figura, accusando lo scultore di non conoscere l’anatomia; non piace l’unione di verismo e simbolismo. Malgrado le critiche l’opera vince il premio Principe Umberto per la scultura.

Enrico Butti, gesso originale per la figura di Isabella Airoldi Casati. 1890. Musei Civici Viggiutesi, gipsoteca Enrico Butti.
Il bel gesso originale oggi si può ammirare alla Gipsoteca di Viggiù, città natale di Enrico Butti, insieme alle sue altre opere, mentre l’edicola Casati costituisce uno fra i monumenti più significativi del Cimitero Monumentale di Milano. Oggi appartiene alla sezione ambrosiana di Italia Nostra che l’ha destinato ad ospitare donne che si sono particolarmente distinte nella difesa dell’ambiente. Ospita Laura Conti: medico, partigiana, scrittrice, saggista, parlamentare, fra i fondatori della Lega per l’ambiente, figura chiave del movimento ambientalista italiano. Il suo impegno principale fu quello di diffondere la consapevolezza sui grandi problemi ambientali, in particolare dopo l’incidente provocato dall’Icmesa a Seveso (MI), e di affermare la necessità di un’urgente azione politica per risolverli.
(Si ringraziano i Musei Civici Viggiutesi per la concessione delle immagini).
(Dear friends speaking english, this is an home-made blog. I have no money to pay a professional translator, so I write english post by myself and – as you can see – I can’t write English language very well. So you can find a lot of mistake in the articoles: I beg your pardon. My English language level is: F(unny)! Will you pardon me?)
Isabella Airoldi Casati was the beautiful, young, beloved wife of baron Gianluigi Casati. She died in 1889 when she was 24 only. So Mr. Casati asked the sculptor Enrico Butti to realize a tomb for his wife. Enrico Butti realized an important monument named Dream of Death (Sogno della morte) in 1890, that you can see at Monumentale Cemetery in Milano (Riparto V, sp. 86). The tomb combines Symbolism style and Realism style. It resembles the tomb of the countess Zamoyska, carved by Lorenzo Bartolini in S. Croce church, in Firenze, in 1843.
The young girl is lying on her bed, the pillows support the chest, the arms are lying on the cover. She is consume by the illness: her time is quite over. It’s a realistic sculpture: the face represent the young baroness when she was living, the body represent Virginia Sevesi, preferred model by Enrico Butti and his girlfriend.
Back, you can see a low relief showing the angels coming and bringing the Isabella’s soul to the Paradise.
There is no sensuality in this sculpture but, when Enrico Butti presents the plaster at Brera Exposithion in 1891, critics disapproved it. They didn’t like the undress and too emaciated body and didn’t like the union between Symbolism style and Realism style.
In spite of the criticisms, the plaster won Principe Umberto Prize.
Today Dream of Death (Sogno della morte) is one of the most famous and admired tomb at Monumentale Cemetery and, if you like, you can see the original plaster at Gipsoteca (the museum of the plaster) in Viggiù, the city where Enrico Butti was born.