Pietro Francesco Crotti, Cavaliere della Corona Ferrea

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(Pavia, Cimitero Monumentale. Particolare della lapide di Pietro Francesco Crotti) 

Di Paola Redemagni

Abbiamo già conosciuto la collezione di lapidi in maiolica dipinta presenti al Cimitero di Pavia: una collezione rara, databile in prevalenza agli anni ’20 del 1800 (1817-1834). (Lapidi dipinte al cimitero di Pavia). Fra queste spicca, per dimensioni e qualità, la lapide di Pietro Francesco Crotti, Cavaliere della Corona Ferrea.

Composta da due formelle, si segnala immediatamente per il maggior prestigio rispetto alle lapidi composte da un unico modulo.

La parte superiore è riservata alla rappresentazione dipinta. Un ampio panneggio giallo inquadra la parte alta della scena, quasi a sottolinearne il carattere teatrale e quindi l’intento monitorio nei confronti dei visitatori.

Sopra un alto basamento si trova un imponente sarcofago marmoreo decorato in stile neoclassico, coronato dalle insegne nobiliari del Crotti: la corona ferrea sovrastata dall’aquila imperiale. A sinistra la Morte è presentata sotto forma di scheletro alato e coronato, armato di falce: un’immagine che ricorda in tutto e per tutto la Morte Regina della danza macabra di Clusone (Danza macabra).

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(Clusone, Oratorio dei Disciplini. Danza macabra, particolare della Morte coronata) 

A destra del sarcofago il povero Crotti, sobrio ed elegante nei suoi abiti ottocenteschi, respinge con garbo l’invito che ritiene inopportuno, cercando di svignarsela. Bel tentativo ma destinato al fallimento.

La parte inferiore presente una lunga iscrizione che riporta il “cursus honorum” del Crotti, ovvero la sua carriera personale.

Questo tipo di iscrizioni è frequente nel caso di funzionari pubblici, militari, notabili che abbiano rivestito cariche di pregio, a livello nazionale o locale. Una tradizione che risale all’antica Roma, dove i grandi morti venivano portati ad esempio con iscrizioni che ne narravano la storia, le gesta, gli onori, che venivano così tramandate a beneficio dei posteri.

Una sequenza precisa definiva con esattezza la “carriera” pubblica, che forniva così anche un esempio imitabile, coerente con gli interessi dello Stato e con le fortune della famiglia di origine, a cui appartengono naturalmente anche i dedicatari del monumento.

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(Pavia, Cimitero Monumentale. Particolare dell’epitaffio di Pietro Francesco Crotti) 

La scelta di una “morte scritta” per i propri defunti è quindi, in realtà, un atto culturale e politico in cui nulla è lasciato al caso e che si inserisce nella “politica della morte” voluta dalla cultura sociale dominante. Questa progetta i modi dello scritto funerario costruendo modelli che parlano di forme di governo e di organizzazione del potere, di distribuzione della ricchezza, di cultura, di età, di censo; che celebrano il potere e la presenza sociale del gruppo corporativo o familiare cui il defunto appartiene e ne confermano prestigio, fortuna, capacità di perpetuazione. Un modello che si mantiene valido anche nell’Europa moderna e contemporanea.

“Alla memoria onorata / di / Pietro Francesco Crotti / Cavaliere della Corona Ferrea / già Tenente Colonnello nelle Italiche Falangi / forte in guerra, mansueto in pace / per fede in Dio, per amor verso i suoi specchio e modello. / Consorte affettuoso, tenero padre, amico benefico / morto in età d’anni LXV (65) il giorno III dicembre MDCCCXX (3 dicembre 1820) / D’amor di duolo umile monumento / la vedova donna e gli orbati figli / lacrimando pongono”.

(Dear friends speaking english, this is an home-made blog. I have no money to pay a professional translator, so I write english post by myself and – as you can see – I can’t write English language very well. So you can find a lot of mistake in the articoles: I beg your pardon. My English language level is: F(unny)! Will you pardon me?)

If you visit the Pavia Cemetery  (Italy) you can see this little tombstone, owned at Mr. Pietro Francesco Crotti, Gentleman of the Corona Ferrea. It is quite interesting. It is part of a rare collection of tiles in depicted pottery (Lapidi dipinte al cimitero di Pavia).

This tombstone is formed by two tiles so it’s bigger than many of the other tiles in the same collection. This is why we can suppose that Mr. Crotti was an important and rich man.

In the middle of the picture, you can see a big and adorned sarcophagus on a tall base and, at the top of the sarcophagus, you can see the Mr. Crotti’s coat of arms. On the left side of the picture, a crownd, winged skeleton, grabbing a big sickle, is coming to invite Mr. Crotti to chase him. Mr. Crotti is quite elegant with the coat and the hat, but he wasn’t happy about the skeleton’s invitation, so he looks like he was saying: “Thanks, not!”. Don’t worry: the action it’s not so dramatic. It looks like a drama in a theatre: you can see a yellow curtain.

In the lower part of the tombstone you can read a long text explaining Mr. Crotti character, personality, career. Usually, this type of text is named “cursus honorum” and you can already see it on roman gravestones, remembering political or military or public role of important dead persons.