
(Milano, Cimitero Monumentale. Edicola Antonio Bernocchi. Foto dell’autore)
Di Paola Redemagni
Alle spalle e intorno all’edificio dell’Ossario Centrale si sviluppa la Necropoli, uno spazio a pianta ottagonale di grande prestigio, destinato in prevalenza alle cappelle di famiglia.
Al centro della Necropoli e punto di riferimento per l’intera zona, sorge l’edicola Antonio Bernocchi: uno dei monumenti più famosi dell’intero Cimitero Monumentale e fulcro prospettico dell’area, attorno a cui si organizzano le strade e le altre architetture (Necropoli IA).
Si tratta di una tomba imponente, realizzata nel 1936: sopra un alto basamento quadrato spicca una torre a tronco di cono, che ricorda nell’andamento ascendente e spiraliforme le colonne volute dagli imperatori romani per celebrare i propri tronfi, prima fra tutte la colonna Traiana. La struttura architettonica disegna 30 riquadri, in cui si affollano le oltre 100 sculture che lo scultore Achille Castiglioni realizza per la sua imponente Via Crucis.

(Milano, Cimitero Monumentale, Edicola Bernocchi. Giuda. Foto dell’autore)
La decorazione scultorea si dipana lungo tutto il monumento, con ritmo ascendente: la prima scena è dedicata al tradimento di Giuda: l’apostolo appare quasi schiacciato dal peso del suo tradimento e dell’intera struttura, compresso nel punto più basso del monumento. Nel volto tormentato di Giuda, lo scultore Achille Castiglioni ritrae il collega Arrigo Minerbi (Arrigo Minerbi, scultore), di cui evidentemente non era un estimatore. Il racconto prosegue poi con la scena dedicata al rinnegamento di Pietro, alla Persecuzione degli Apostoli e alle varie tappe della Passione, che culmina con la Crocifissione; il riquadro centrale e più alto che lo spettatore vede provenendo dal viale centrale. Infine il messaggio di speranza: la Resurrezione. Da non perdere la vertiginosa prospettiva che si ammira dall’interno.

(Milano, Cimitero Monumentale. Edicola Bernocchi, prospettiva interna. Foto dell’autore)
L’edicola viene commissionata all’architetto Alessandro Minali e allo scultore Giannino Castiglioni da Antonio Bernocchi, in ricordo della moglie Camilla Nava. La famiglia Bernocchi era ricca e influente.
Imprenditore tessile, fondatore a Legnano di uno dei più importanti e moderni cotonifici dell’epoca, senatore del Regno, Antonio Bernocchi lascia al Comune di Milano ben 5 milioni di lire (all’epoca!) per la creazione di un Palazzo dell’Arte destinato ad accogliere le manifestazioni culturali della città. Sorgerà così nel parco del Castello Sforzesco il palazzo dell’Arte – oggi Palazzo della Triennale – progettato dall’architetto Giovanni Muzio e inaugurato nel 1936, grazie anche ai lasciti dei fratelli di Antonio, Michele e Andrea, entrambi sepolti nella stessa Necropoli.