
(Populonia, necropoli di S.Cerbone, tomba dei Carri. Sullo sfondo il golfo di Baratti. Foto dell’autore)
Di Paola Redemagni
Alta sul suo promontorio, la città di Populonia domina il golfo di Baratti. Il suo nome antico Pupluna-Fufluna deriva da Fufluns, dio etrusco del vino, vino che nei banchetti veniva consumato in gran quantità, aromatizzato con miele e spezie. Importante porto, centro commerciale e siderurgico, nel suo periodo di massimo splendore – a partire dal nono secolo a.C – vivevano qui diecimila persone.
Nel golfo attraccavano le navi provenienti dall’isola d’Elba cariche di minerale ferroso, che sarebbe poi stato lavorato nei forni del quartiere industriale che sorgeva poco distante dal porto. Rame, piombo, stagno, argento, ferro arrivavano poi dai giacimenti minerari delle retrostanti colline del Campigliese. Le dimore aristocratiche e gli edifici politici e religiosi sorgevano invece sul promontorio, al sicuro dall’influenza delle paludi e dei miasmi prodotti dalle lavorazioni.
Alle spalle del golfo si estende la necropoli di S.Cerbone, nell’area che conduce da un lato all’abitato e all’acropoli, dall’altro alle cave e alla necropoli delle Grotte.
E’ caratterizzata dalla presenza di tumuli, o tombe a tholos, tipiche dell’architettura etrusca. Di forma circolare, di dimensioni variabile, erano sempre riservate a famiglie di rango. Esternamente presentano un basso tamburo in pietra da cui parte una bassa cupola ricoperta di terra e erba. L’accesso avviene attraverso un corridoio più o meno lungo chiamato dromos, che all’epoca veniva chiuso da due grandi lastre in pietra. L’interno presenta un’unica camera a pianta quadrata che sale poi a formare la pseudocupola circolare. Lo spazio interno ospita letti in pietra su cui venivano adagiati i defunti, avvolti dalle loro vesti e accompagnati da oggetti di corredo, armi, gioielli. Si trattava di tombe famigliari destinate a diverse generazioni per cui, nel tempo, gli occupanti più antichi venivano spostati lateralmente per far posto ai nuovi venuti.

(Populonia, necropoli del Casone, tomba del Bronzetto dell’Offerente. Foto dell’autore)
A Populonia, il tumulo più imponente è quello detto dei Carri, che supera i venti metri di diametro e che prende il nome dai due carri da corsa rinvenuti al suo interno. Attorno alla tomba dei Carri sono visibili molti altri tumuli, in diverse condizioni di conservazione. Quando la necropoli fu abbandonata perché satura, infatti, gli Etruschi la ricoprirono con metri di scorie ferrose, per proteggerla. Purtroppo nel corso della I Guerra Mondiale il materiale attirò l’interesse dell’esercito che, incurante del valore archeologico del sito, se ne appropriò per produrre munizioni e armi, utilizzando anche mezzi pesanti che danneggiarono le cupole, facendole crollare.

(Populonia, interno della tomba del Bronzetto dell’Offerente. Visibili a destra e sinistra i letti funebri. Foto dell’autore)
Anche il terreno che digrada verso il mare e verso la necropoli del Casone è un unico, grande cimitero, che custodisce tuttora migliaia di occupanti. Più tarda, la necropoli del Casone testimonia il mutamento intervenuto nell’arte funeraria che ora, influenzata da modelli ellenici, abbandona la forma a tholos per preferire un’architettura più classica, a tempietto, anche se all’interno si ripropone immutata la disposizione a letti in pietra. L’architettura meglio conservata fra quelle di questo tipo è la Tomba del Bronzetto dell’Offerente, circondata da innumerevoli sarcofagi in pietra deposti sul terreno, non interrati, che fanno assomigliare la necropoli a modelli più moderni.
(Dear friends speaking english, this is an home-made blog. I have no money to pay a professional translator, so I write english post by myself and – as you can see – I can’t write English language very well. So you can find a lot of mistake in the articoles: I beg your pardon. My English language level is: F(unny)! Will you pardon me?)
Populonia is a small village in Toscana, built on a promontory over the wonderful Baratti gulf, just in front of Isola d’Elba (Elba Island). It’s an hystoric place: Etruscan people founded it. Its ancient name was Pupluna-Fufluna from Fufluns name, the Etruscan god of the wine. Populonia was an important commercial port and an iron and steel site. From IX sec. a.C. about 15.000 citizens lived here. In the Acropolis at Populonia Alta many archeological traces can be seen: traces of temples, houses, streets, walls and part of a roman house with mosaics. In the landscape just above the seaside you can visit the St. Cerbone Necropolis. Here you can see many tholos, a tomb characteristic of ancient people. It seems as a small hill: in the lower part, it present a circular wall supporting a short cupola, covered by humus and grass. A hallway named dromos introduces into a square room, with a cupola roof. In the room, the deceased lied on some rock beds, wearing their clothes and jewels. Arms and emblems of their authority were put near them. The tholos was a family tomb for rich people and many generations of the same family could lay togheter. In Populonia Necropolis the biggest tholos in named “dei Carri” (Carriages tomb): its diameter is more than 20 mts. and its name derives from two racing wagons founded into the tomb.
If you walk towards the seaside, you can visit a second necropolis named “del Casone”: here the tombs present a different appearance. Commercial trade made Etruscan people to meet Greek people, so the Greek culture influenced the Etruscan one. Now the tombs leaves the tholos form and beginning to seems as a little temple: inside you can see the square room and the rock beds. The ground all around the little temples is scattered with many sarcophagus, laying on the grass. So the ancient necropolis is getting similar as a modern one.