Philippe Daverio. Papillon e Passepartout

(Marocco, deserto. Foto di Rosa Cabecinhas e Alcino Cunha. Fliker CC BY-SA 2.0 via Wikimedia Commons)

Lo scorso 2 settembre ci ha lasciato Philippe Daverio, storico e critico dell’arte, gallerista, divulgatore ma soprattutto uomo di grande cultura, capace di parlare di arte con intelligenza e originalità. Riposa al Cimitero Monumentale di Milano.

Daverio aveva dedicato ai cimiteri la puntata del 31 ottobre 2004 del suo “Passepartout”, in cui confrontava cimiteri anglosassoni e cimiteri cattolici collegando, in una riflessione inedita, la loro origine al nomadismo, alla stanzialità, all’appartenenza, all’arte monumentale, alla letteratura.

La sua riflessione comincia nel cimitero di Charlottesville, in Virgina (USA) dove le tombe sono

“… messe in terra, fra i prati verdi, immerse nella natura (…) Tradizioni sepolcrali che noi consideriamo anglosassoni ma che hanno origini molto più profonde: nella tradizione dei popoli nomadi dai quali anche gli Americani d’oggi provengono (…) L’uomo stanziale del Tirreno, come l’uomo stanziale dell’Egeo, hanno inventato per onorare i loro morti non solo l’architettura ma anche la pittura. La distinzione del sistema sepolcrale non è legata tanto alle religioni quanto a dei motivi molto più profondi che distinguono i popoli stanziali da quelli nomadi. I nomadi lasciano i loro morti nella terra e li devono abbandonare perché riparte il loro cammino. Oppure come i Tedeschi e gli antichi Germani del Walhalla, li mettono sulla nave che parte bruciando di notte verso il largo. Gli stanziali tornano sul luogo della sepoltura (…) sono i grandi stanziali stabili che inventano le tombe d’Egitto, le piramidi (…)

I nomadi: semplicissime pietre tombali che ricorderanno a chi passa che lì giace un defunto.

Nel mondo complicato e fratello dei  grandi monoteismi, i cristiani d’America continuano la loro pratica di seppellire tranquillamente nel verde delle campagne e hanno inventato la narrazione e il romanzo per ricordare i loro morti. I Cristiani di Roma, stanziali, hanno inventato il Mosè di Michelangelo”.

Che la terra ti sia lieve.