Cimitero di Staglieno – Genova

Di Paola Redemagni

Arte e natura danno vita a un complesso fortemente suggestivo, che ha catturato l’attenzione di letterati, viaggiatori, politici, artisti e filosofi: l’imperatrice Sissi, Nietzsche, Maupassant, Mark Twain sono solo alcuni, fra i tanti, che hanno lasciato testimonianze della loro visita a Staglieno

Ufficialmente viene aperto il 1 gennaio 1851, anche se incompleto: il processo che aveva portato alla sua apertura, infatti, era iniziato mezzo secolo prima e di fatto non era ancora terminato.

Negli anni Trenta dell’Ottocento – dopo la Restaurazione – la città si trova inserita, all’interno dello stato sabaudo e recepisce le Regie Patenti di re Carlo Alberto di Savoia che nel 1832 impongono il divieto di sepoltura nelle chiese e l’obbligo di costruire cimiteri urbani.

Il primo progetto viene affidato nel 1835 all’architetto civico Carlo Barabino, che aveva già contribuito a dare alla città il suo volto neoclassico. L’incarico non avrà seguito: l’architetto muore nello stesso anno nel corso di un’epidemia di colera. Gli succede il suo collaboratore Giovanni Battista Resasco, cui si deve il progetto definitivo che viene approvato nel 1840 e che tanta fortuna avrà nel tempo.

I lavori iniziano quattro anni dopo in località Staglieno, un’area ancora poco popolata ma non molto distante dal centro cittadino.

Al visitatore Staglieno si presenta con una prima parte di impronta monumentale: si accede al campo centrale attraverso un grande ingresso a timpano; lunghi porticati neoclassici e gallerie affollate di gruppi marmorei e splendidi monumenti espressione del più alto realismo ottocentesco – come quello di Caterina Campodonico, la straordinaria venditrice di noccioline (Caterina Campodonico venditrice di noccioline (Genova, Cimitero di Staglieno)– circondano il campo, che si conclude con un’alta scalinata larga ben 22 metri. Alla sommità si erge la Cappella dei Suffragi, a pianta circolare con pronao a sei colonne doriche: ispirata al Pantheon romano, svolge anche funzione di famedio.

(Genova, Cimitero di Staglieno. Si ringrazia la Direzione Servizi Civici Legalità e Diritti del Comune di Genova per la concessione dell’immagine)

Alle spalle della Cappella, lungo la collina, percorsi, scalinate e sentieri si dipanano in mezzo alla vegetazione che avvolge edicole, monumenti e sepolture, secondo il modello paesaggistico romantico.

L’integrazione fra natura e architettura, la qualità e la ricchezza dei monumenti, il fascino della natura rendono Staglieno una delle necropoli più affascinanti e in passato ne fecero un importante modello di riferimento.

Negli anni seguenti Staglieno diventa oggetto di numerosi ampliamenti, il più importante dei quali nel 1868 aggiunge un nuovo porticato semicircolare a nord est.

Vengono poi trasferiti a Staglieno il cimitero degli Inglesi, quello protestante, il cimitero ebraico e quello greco-ortodosso. Intorno al 1925 viene aggiunta l’area acattolica e intorno al 1935 il Sacrario ai caduti  della Prima Guerra Mondiale. Per ultimo, viene aggiunto il porticato dedicato a S.Antonino.

Fra le personalità ospitate, la più illustre è quella di Giuseppe Mazzini (Giuseppe Mazzini, mummia riluttante), che sorge poco distante dal Campo dei Mille, in cui sono ospitati numerosi garibaldini.

Troviamo poi il patriota Nino Bixio, la famiglia di imprenditori Ansaldo; il cuoco mazziniano Carlo Pescia (Carlo Pescia, cuoco mazziniano (Genova, Cimitero di Staglieno), l’attore Gilberto Govi, l’illustratore e scenografo Emanuele Luzzati, Ferruccio Parri, Fernanda Pivano, solo per citarne alcuni. Sulla tomba del cantautore Fabrizio De André gli ammiratori lasciano più sigarette che fiori.

Staglieno Aderisce all’Association of Significant Cemeteries in Europe. 

(Dear friends speaking english, this is an home-made blog. I have no money to pay a professional translator, so I write english post by myself and – as you can see – I can’t write English language very well. So you can find a lot of mistake in the articoles: I beg your pardon. My English language level is: F(unny)! Will you pardon me?)

Art and nature give life to a highly suggestive complex, which has captured the attention of writers, travelers, politicians, artists and philosophers: Empress Sissi, Nietzsche, Maupassant, Mark Twain have left testimonies of their visit to Staglieno.

The first project for the construction of the Staglieno cemetery was entrusted in 1835 to the civic architect Carlo Barabino, who had already built many neoclassical buildings in Genoa. The architect died in the same year during a cholera epidemic so he was succeeded by his collaborator Giovanni Battista Resasco. Resasco designed the definitive project which was approved in 1840.

Four years later, work began in Staglieno, an area still sparsely populated but not far from the downtown.

Staglieno has a monumental entrance, the central field surrounded by long neoclassical arcades crowded with marble groups and splendid nineteenth-century monuments.

The central field ends with a staircase 22 meters high. At the top stands the Cappella dei Suffragi: the church presents a pronaos with six Doric columns and a circular plan inspired by the Roman Pantheon.

Behind the chapel stands the hill, where paths and stairways unravel in the midst of the vegetation that surrounds aedicules, monuments and burials, according to the romantic landscape model.

In the following years, the English cemetery, the Protestant cemetery, the Jewish cemetery and the Greek-Orthodox cemetery were transferred to Staglieno. Around 1925 the non-Catholic area was added and around 1935 the Memorial to the fallen of the First World War.

The integration of nature and architecture, the quality and richness of the monuments, the charm of nature make Staglieno one of the most fascinating necropolises in Italy and an important reference model. Staglieno is part of Association of Significant Cemeteries in Europe.