A bordo del Titanic – Ugo Banfi, maitre

Di Paola Redemagni

Se la fatale sera del 14 aprile 1912 vi foste seduti a cena al ristorante à la carte del Titanic – il più esclusivo – vi avrebbero servito ostriche e antipasti seguiti da Consommè Olga o Crema di Barley (una zuppa alla crema d’orzo con verdure, brodo di pollo e yogurt, servita con crostini di pane fritti); salmone in salsa Mousseline, filet mignon, sautè di pollo con patate alla lionnese, verdure farcite con midollo, un classico agnello in salsa di menta, anatra arrosto in salsa di mele o un più semplice piccione arrosto al crescione.

Per rinfrescarvi prima del dessert vi avrebbero portato un Punch romaine, sorbetto a base di champagne, vino bianco, rum, succo d’arancia e di limone. Infine avreste potuto concludere scegliendo fra Pudding Waldorf (mela, purea di datteri, noci e vaniglia); pesche in salsa Chartreuse; éclairs al cioccolato e vaniglia.

A gestire il ristorante era un italiano: Luigi Gatti che, nativo di Montalto Pavese, aveva iniziato giovanissimo a Londra come lavapiatti, divenendo poi un importante imprenditore nel mondo della ristorazione e arrivando a gestire ben due ristoranti Ritz nella capitale inglese.

Gatti era il manager dei ristoranti del Titanic e sceglieva direttamente il personale a cui affidarsi. Per la direzione del ristorante à la carte sceglie Ugo Banfi: nato a Caravaggio, in provincia di Bergamo, il 9 dicembre 1887.

Banfi aveva iniziato giovanissimo a lavorare nei migliori ristoranti europei fino ad essere considerato uno dei migliori maître per il controllo della sala e la capacità di parlare le lingue straniere: pare ne conoscesse otto, russo e arabo compresi.

(Caravaggio. Cimitero comunale. Lapide commemorativa di Ugo Banfi. Foto Paolo Truzzi)

Volendo affidargli la direzione del ristorante di prima classe sul Titanic, Gatti arriva – letteralmente – a fare carte false: Ugo Banfi, infatti, non aveva ancora compiuto 25 anni, l’età minima per assumere l’incarico di maître. Grazie alla complicità del Consolato Italiano a Londra, la data di nascita sui documenti viene modificata, così da permettere l’assunzione del giovane talento della ristorazione.

Né Banfi né Gatti sopravvissero al naufragio: Gatti fu ritrovato e oggi è sepolto in Canada, nel cimitero di Fairview, ad Halifax; di Ugo Banfi non si seppe più nulla e la sua famiglia ricevette 60 sterline come risarcimento per la sua scomparsa.

Il suo ricordo è affidato a una lapide nel cimitero di Caravaggio, posta a nome della città: nel ritratto a bassorilievo in bronzo, il giovane maître appare impeccabile, con i baffi perfettamente impomatati e la cravatta stretta sulla camicia inamidata. L’epigrafe recita:

Alla giovanile memoria

di

Ugo Banfi

perito nel naufragio del

Titanic 15 – 4 – 1912

Caravaggio memore e materna

piangendo il figlio buono e degno

viandante della faticata lotta

per la vita – in uno sdegnoso

umano impeto di ribellione verso

la strapotente forza dei nembi

per universale cittadina oblazione

QMP [Questa Memoria Pose].

(Dear friends speaking english, this is an home-made blog. I have no money to pay a professional translator, so I write English post by myself and – as you can see – I can’t write English language very well. So you can find a lot of mistakes in the articles: I beg your pardon. My English language level is: F(unny)! Will you pardon me?)

On the evening of 14 April 1912, the menu at Titanic’s à la carte restaurant – the most exclusive – featured as First Course Hors d’Oeuvres or oysters; as Second Course Consommé Olga, Cream of Barley. Then you could have chosen from many dishes: poached salmon, filet mignon, saute of chicken, lamb with mint sauce, roast duckling, roast squab. Dessert: Waldorf pudding, peaches in Chartreuse jelly, eclairs.

The restaurant was run by Italian Luigi Gatti, who was born in Montalto Pavese and had started out as a dishwasher in London when he was very young. He went on to become an important entrepreneur in the restaurant world, managing two Ritz restaurants in the English capital.

Gatti was the manager of Titanic’s restaurants and directly selected the staff to be employed. He chose Ugo Banfi to manage the à la carte restaurant: he was born in Caravaggio, in the province of Bergamo, on 9 December 1887. Banfi started working at a very young age in the best European restaurants until he was considered one of the best maître d’ for his control of the room and ability to speak foreign languages: it seems he knew eight, including Russian and Arabic.

In order to hire him, Gatti went so far as to have his documents forged: Ugo Banfi, in fact, was not yet 25, the minimum age to take on the job of maître. Thanks to the complicity of the Italian Consulate in London, the date of birth on the documents was changed so the young restaurant talent could be hired.

Neither Banfi nor Gatti survived the shipwreck: Gatti was found and is now buried in the Fairview cemetery in Halifax, Canada; Ugo Banfi was never heard from again. In his memory the Municipality placed a plaque in the cemetery of Caravaggio.

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