
di Paola Redemagni
Esattamente 100 anni fa, il 6 gennaio 1926, moriva Margherita di Savoia, Regina d’Italia fino al 29 luglio 1900.
Era nata a Torino nel 1851, figlia del fratello minore di Vittorio Emanuele II, allora Re di Sardegna e primo Re d’Italia dal 1861.
Appena sedicenne, nel 1868 aveva sposato il cugino e principe ereditario Umberto di Savoia. Benché si trattasse di un matrimonio politico, in cui ognuno manteneva in privato la propria vita sentimentale, in pubblico Margherita recitò sempre, dignitosamente, la parte di consorte con l’obiettivo di accrescere il prestigio della Corona.

Bionda, alta, sensibile e orgogliosa, dotata di intuito politico, esercitava un grande fascino ed era in grado di suscitare l’entusiasmo popolare: in una Italia appena costituita e bisognosa di simboli unificanti, contribuì in maniera determinante alla costruzione della dimensione nazionale della casa regnante.
L’assassinio di Umberto I (29 luglio 1900) a Monza e l’ascesa al trono del figlio Vittorio Emanuele III la privarono del ruolo di regina consorte; tuttavia, continuò fino alla fine a impegnarsi per preservare le tradizioni, le abitudini e i fasti di casa Savoia.

Fu personaggio complesso: animatrice di salotti esclusivi e aristocratici e di un’intensa vita mondana, patrocinò e promosse scuole, ospedali, istituzioni caritative, accademie di istruzione ed esposizioni artistiche, ma appoggiò anche la politica colonialista italiana in Africa e la repressione delle rivolte di piazza del 1898, arrivando a congratularsi con il generale Bava Beccaris per aver soffocato nel sangue i tumulti a Milano.
Sostenne la campagna colonialista italiana in Libia per la conquista delle regioni nordafricane della Tripolitania e della Cirenaica, ma nel 1914 si schierò a favore della neutralità al momento dello scoppio della Prima guerra mondiale, durante la quale si prodigò nell’assistenza ai soldati feriti e alle famiglie dei caduti, ispirando e incoraggiando a un impegno analogo le dame del suo rango e tutte le italiane.
Al termine del conflitto, di fronte alla minaccia della rivoluzione bolscevica, Margherita mantenne una posizione conservatrice, nazionalista, antisocialista e antiparlamentare, favorevole ad un governo autoritario, fondato sul culto della dinastia e sul ruolo dell’Esercito, rimanendo affascinata dal movimento fascista e dallo stesso Mussolini.

Si spense a Bordighera, località popolare presso il bel mondo internazionale (leggi anche: Cimitero inglese di Bordighera), dove negli ultimi anni della sua vita trascorreva lunghi soggiorni fra ricevimenti, visite a scuole e ospedali e vita religiosa.
Il 10 gennaio il suo corpo fu traslato a Roma, per essere tumulato al Pantheon, la chiesa che custodiva già le spoglie dei Re d’Italia: suo zio Vittorio Emanuele II e suo marito Umberto I, vicino a cui riposa.
Dear friends speaking English, this is an home-made blog. I have no money to pay a professional translator, so I write English post by myself and – as you can see – I can’t write English language very well. So you can find a lot of mistakes in the articles: I beg your pardon. My English language level is: F(unny)! Will you pardon me?
On January 6, 1926, Margherita of Savoy, who had been Queen of Italy until July 29, 1900, died.
She was born in Turin in 1851. She was the granddaughter of Vittorio Emanuele II, the first King of Italy; she married her cousin and heir apparent Umberto of Savoy in 1868, when she was just sixteen years old.
Blonde, tall, sensitive, and proud, gifted with political intuition, she exerted great charm and was able to arouse popular enthusiasm: in a newly unified Italy (1861) in need of unifying symbols, she contributed decisively to the construction of the national dimension of the ruling house.
She remained Queen of Italy until July 29, 1900, when her husband King Umberto I was assassinated in Monza and she lost her role as Queen Consort.
She was a complex character: hostess of exclusive, aristocratic salons, she promoted schools, hospitals, charitable institutions, educational academies, and art exhibitions, but she also supported Italian colonialist policy in Africa for the conquest of the North African regions of Tripolitania and Cyrenaica.
In 1914, she sided with neutrality at the outbreak of World War I, during which she devoted herself to assisting wounded soldiers and the families of the fallen, inspiring and encouraging women of her rank and all Italian women to do the same.
At the end of the conflict, faced with the threat of the Bolshevik revolution, Margherita maintained a conservative, nationalist, anti-socialist, and anti-parliamentary stance, favoring an authoritarian government based on the cult of the dynasty and the role of the army, remaining fascinated by the fascist movement and Mussolini himself.
She died in Bordighera, a popular resort among the international high society, where she spent long periods in the last years of her life.
On January 10, her body was transferred to Rome to be buried in the Pantheon, the church that already housed the remains of the kings of Italy: her uncle Victor Emmanuel II and her husband Umberto I, near whom she rests.