
(Parma, Cimitero monumentale della Villetta)
Di Paola Redemagni
La Grande Guerra coinvolge milioni di soldati: sono milioni anche i prigionieri, che spesso arrivano a ondate, soprattutto a seguito delle battaglie più importanti. Vengono così approntati in fretta i campi di prigionia: gruppi di baracche recintati , talvolta costruite dagli stessi detenuti. I principali sono organizzati a Mauthausen, Celle, Rastatt.
Per poter controllare una simile folla, diventa necessaria un’organizzazione inflessibile, in grado di regolamentare la vita quotidiana di migliaia di persone. Tutto è registrato e numerato. Così, anche gli uomini si riducono a numeri.
La concentrazione improvvisata di grandi masse, le condizioni di emergenza, le difficoltà alimentari peggiorano le condizioni dei prigionieri, spesso già provati dal fronte, reclusi per mesi o per anni patendo la fame e il freddo, sopravvivendo con un po’ di caffè d’orzo, una minestra con qualche foglia di cavolo o rapa, qualche patata, poco pane.
Molti muoiono di stenti e di malattie.
In memoria
Di Aldo Zilioli
Prigioniero di guerra
Morto in un campo di concentramento
A Somaria (Ungheria)
Il 7 febbraio 1918 d’anni 26
Dopo aver compiuto
Il suo dovere
Di soldato di cittadino.
Il padre ed i figli
QMP