Renato Brozzi e la Vittoria di Casarano. Un monumento tribolato da Parma al Salento – 2

Di Giancarlo Gonizzi, progetto “Città della memoria”, ADE SpA Cimiteri di Parma

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La sepoltura di Mario Grossi nel Campo dei Caduti del Cimitero della Villetta di Parma in uno scatto databile intorno al 1924 (Courtesy Museo Brozzi, Traversetolo – PR)


“Prove” per un monumento

Già nel 1915, ad un mese dall’entrata in guerra dell’Italia, presso il Cimitero monumentale della Villetta a Parma (La Villetta di Parma), veniva allestito il Campo dei Caduti.

In questo spazio austero e colmo di memorie si trova ancor oggi la tomba di Mario Grossi (1894-1918), tenente del 268° Reggimento Fanteria caduto nella guerra 1915-1918 durante la battaglia del Piave e decorato con due medaglie d’argento al valor militare.

La tomba è formata da un basamento in bardiglio rettangolare sormontato da una lastra in marmo di Carrara su cui è applicato un tondo in bronzo che reca il ritratto del defunto circondato da una corona d’alloro. In testa si erge un cippo che reca incise le motivazioni delle due medaglie concesse al Caduto.

L’apparato decorativo è opera dell’artista Renato Brozzi (1885–1963), che qui interviene in quanto cugino del defunto, ed è caratterizzato da tratti semplificati ed essenziali.

In origine, il cippo era sormontato da una Vittoria alata in bronzo, pronta a incoronare i Caduti. Nella mano destra, protesa in alto col braccio arcuato, reca una palma d’alloro, mentre nella sinistra tiene un ramo di quercia. La Vittoria, oggi scomparsa, venne modellata da Brozzi presumibilmente nel 1924 e fusa presso la Ditta Leoni di Parma.

Ma la statuetta che ornava la sepoltura di Mario Grossi, in realtà era la fedele copia del bozzetto modellato da Brozzi per un monumento di proporzioni colossali ancor oggi esistente a Casarano, in provincia di Lecce. Come la Vittoria del Cimitero di Parma sia stata la “prova generale” per il monumento e come Brozzi si sia trovato a lavorare in una zona d’Italia così periferica come il Salento merita di essere raccontato.

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