Giacomo Barovero chirurgo eroe (Torino, Cimitero Monumentale)

Barovero

Di Paola Redemagni

Nel 1831 il cinema non esisteva ancora: bisogna aspettare il 1895 perché i fratelli Lumière aprano la prima sala a pagamento.

Eppure ha un taglio cinematografico l’iscrizione che ricorda il professor Barovero, chirurgo, Consigliere del Protomedicato e fondatore della rivista Repertorio Medico-Chirurgico di Torino. Uno dei miei preferiti, fra i tanti personaggi incontrati in questi anni.

Alle cinque del pomeriggio del 9 luglio, lascia Torino per raggiungere un amico in pericolo di vita. Lo accompagnano il dottor Gallone, medico della Beneficenza ma anche l’avvocato Bellone e il notaio Vogliotti: preferiscono essere previdenti, se invece della chirurgia occorresse un testamento.

Barovero

(Torino, Cimitero Monumentale. Monumento funebre a Giacomo Barovero. Foto dell’autrice)

Sorpresi dalla tempesta, riparano per qualche tempo in un’osteria ma presto riprendono il viaggio. Forse viaggiavano in diligenza ma io li immagino a cavallo, coi mantelli svolazzanti, sferzati dalla pioggia e illuminati dalla luce intermittente dei fulmini. La preoccupazione è tale da spingerli a tentare il guado del torrente Leona, già ingrossato dalle piogge dei giorni precedenti: un azzardo che costerà la vita a tutti.

Giacomo Barovero

Valente professore di chirurgia

Consigliere del magistrato del protomedicato

Chirurgo primario del R[egio] Ospedale di carità

Per dotte scritture a bella fama salito

Per modestia, schiettezza e religione ( …)

mentre al buio della notte e di un nembo

veniva sollecitamente condotto a Casalborgone

ove un amico in pericolo della vita

i suoi soccorsi aspettava con ansietà

perì annegato nel torrente Leona.

La patria si dolse di morte così lacrimevole

Il cadavere di lui fu seppellito

Dapprima in Crescentino

Ma presto ebbe qui tomba

Per c[ura] della sconsolata di lui vedova

Che fece con mesto desiderio questa memoria.