
(Edicola Erba, cimitero Monumentale di Milano. Foto dell’autore)
Di Paola Redemagni
Freud avrebbe molto da dire. Infatti è grande, grosso, ben esibito e in chiara competizione con quello sfoggiato da Ferdinando Bocconi lì accanto.(Monumento Bocconi (Milano, Cimitero Monumentale) Stiamo parlando di mausolei, ovviamente. Nella fattispecie di quello della famiglia Erba, che fa bella mostra di sé appena varcato l’ingresso del Monumentale di Milano. Lo volle Luigi Erba, fratello ed erede del più famoso Carlo, imprenditore farmaceutico e fondatore della società che ancora oggi porta il suo nome.
Luigi scelse un lotto di 7 metri per lato, il modulo più ampio nella suddivisione dei campi, e commissionò il progetto agli architetti G.B. Borsani e Angelo Savoldi, che curavano anche la sistemazione degli stabilimenti industriali e delle residenze familiari.
Il progetto fu presentato nel 1898 e completato nel 1910. L’edicola si presenta come un massiccio mausoleo alto quasi 19 metri: un vero e proprio omaggio al gusto eclettico dell’epoca, con elementi ornamentali rinascimentali, egizi, greci e bizantini.

(Edicola Erba, cimitero Monumentale di Milano. Foto dell’autore)
Nulla di meno per il fondatore della moderna industria farmaceutica in Italia.
Carlo Erba era figlio di uno speziale di provincia. Frequenta i corsi di chimica, botanica e storia naturale all’Università di Pavia, dove si laurea in Farmacia nel 1834. Dopo alcuni anni di pratica a Vigevano, nel 1837 si trasferisce a Milano dove prende in gestione la Farmacia Castoldi a Brera, e la trasforma in una piccola industria: introducendo nuovi apparecchi in laboratorio, sfruttando le nuove fonti di energia, elettricità e vapore, migliorando i processi produttivi, aumentando il numero, la quantità e la qualità dei prodotti.
Nel 1853 fonda l’azienda “Carlo Erba”. Allora in tutta Italia non esistevano laboratori chimico-farmaceutici e la vendita dei medicinali avveniva presso speziali e droghieri, che spesso li importavano dall’estero.
In pochi anni Carlo Erba crea un impero economico che da Milano si estende prima in Italia – in meridione, in Sardegna, in Sicilia – e poi all’estero: in Argentina, Paraguay, Messico, Brasile… E ancora: Costantinopoli, Tunisi, Beirut, Il Cairo…
Senza però dimenticare la città che lo aveva accolto: milanese non di nascita ma d’adozione.
Nel 1886, grazie a una consistente donazione, fonda la scuola di Elettrotecnica presso l’Istituto Tecnico Superiore, oggi Politecnico di Milano, per contribuire alla crescita industriale, economica e sociale della città.
Nella sua Fede di nascita e di battesimo, Carlo Erba è figlio di uno speziale. Quando si spegne nel 1888, il suo certificato di morte riporta alla voce professione: “chimico industriale”. Il salto è compiuto.