Cimitero degli Inglesi – Firenze

Di Paola Redemagni

È un piccolo gioiello incastonato – purtroppo – nel traffico di Firenze, un’oasi di pace al centro di Piazza Donatello. Benché sia di proprietà della Chiesa Evangelica Riformata svizzera, è conosciuto come “degli Inglesi” dal momento che la comunità più rappresentata all’interno è quella proveniente dalle Isole Britanniche e dall’Impero – compresi giamaicani, nativi delle Barbados, neozelandesi e australiani – ma sono sepolti qui molti italiani, francesi, spagnoli, russi, svizzeri, tedeschi, rom, greci, svedesi, ungheresi e altri.

Agli inizi dell’Ottocento, infatti, la comunità evangelica di Firenze sente la necessità di costituire un proprio cimitero aperto anche a tutti coloro che all’epoca non possono essere sepolti in terra consacrata o nel cimitero ebraico: fino a quel momento gli appartenenti a confessioni diverse da quella cattolica o ebraica vengono trasportati fino a Livorno su carri trainati da buoi o su carri funebri a cavalli, lungo un percorso che supera i 100 chilometri.  

Il desiderio è quello di realizzare un luogo dove poter accompagnare i propri defunti, dare conforto ai famigliari, celebrare il servizio religioso senza dover affidare i propri cari a persone appartenenti ad una religione diversa. Un desiderio impossibile da realizzare fino ad allora, dal momento che il cimitero comune dista 4 miglia da Firenze e che l’accesso all’asilo mortuario assegnato dal Governo per le pratiche funebri è interdetto a chiunque, tranne che ai portatori.

(Autore sconosciuto. Porta a’ Pinti, English Cemetery, Florence. Public domain)

Si costituisce così una Commissione fondatrice del cimitero per i Cristiani Evangelici di qualunque denominazione, di cui fanno parte i signori Salvatore Ferretti, Bartolomeo Gualtieri, Giuseppe Porcinai, Leopoldo Fabbroni, Francesco Madiai, Angiolo Bagnoli, Damiano Bolognini. La Commissione avvia una sottoscrizione per la raccolta fondi, prima presso le comunità fiorentine, poi direttamente in Inghilterra, dove viene inviato il cassiere della Commissione sig. Francesco Madiai, che con la moglie sottoscrive una quota di ben 2500 franchi.

La cifra raccolta consente di acquistare dal governo granducale un terreno di 7600 metri quadrati (poi ampliato nel 1860): una piccola collina addossata alle mura medioevali accanto a Porta a’ Pinti. Ed infatti il nome completo è: Cimitero di Porta a’ Pinti.

Inizialmente il cimitero viene progettato da Carlo Reishammer (1806-1883) ricalcando la forma originale della piccola collina: un quadrato quasi perfetto. Nel 1859 l’assetto viene modificato introducendo due viali ortogonali che si incontrano al culmine dell’altura, dove viene innalzata la colonna sormontata dalla croce, in omaggio alla visita al cimitero effettuata quell’anno dall’imperatore Federico Guglielmo II di Prussia.

(Firenze, Cimitero degli Inglesi. Colonna commemorativa in onore di Federico Guglielmo II di Prussia. Foto dell’autrice)

Il cimitero si presenta come un giardino romantico, in cui le tombe si perdono nel verde fra cipressi, iris, melograni, ulivi, tassi, rose, palme nane, mimose… Qui convivono fianco a fianco protestanti, anglicani, ortodossi, massoni, atei, bambini nati morti, suicidi, poveri, domestici, schiavi, borghesi, nobili, esuli, debitori, coppie di razza mista. Un cimitero internazionale ed ecumenico dove riposano il medico di Giuseppe Garibaldi e attivisti contro la schiavitù, poeti, letterati, scultori, amici di Florence Nightingale, costruttori navali inglesi, proprietari di fabbriche o di miniere, costruttori di ferrovie con i loro dipendenti, banchieri svizzeri, architetti, proprietari di caffè, pasticceri, schiavi e domestici.

Quando nel 1865 Firenze diventa capitale del Regno d’Italia, Giuseppe Poggi abbatte le mura medioevali per sostituirle con ampi viali viari e modifica la forma del cimitero da quadrata ad ovale, isolandola  come un’isola in mezzo al traffico. Gli stemmi con il giglio e la croce del popolo posti da Arnolfo di Cambio sulla Porta a’ Pinti vengono posizionati sul muro di cinta interno del cimitero.

(Firenze, Cimitero degli Inglesi. Foto dell’autrice)

Il nuovo aspetto del cimitero richiama da un lato il monte Calvario posto fuori della città di Gerusalemme, mentre dall’altro la forma simmetrica ed ovale ricorda il cervello umano e i suoi due emisferi, interconnessi l’uno all’altro, così come le tombe sono connesse fra di loro per rapporti familiari e di amicizia, aspirazioni, interessi culturali.

La prima sepoltura risale al 1828 ed appartiene a Jean David Marc Gonin, il figlio quindicenne del Presidente della Chiesa Evangelica Riformata Svizzera che aveva acquistato il terreno per il cimitero. L’ultima risale al 1877 ed è quella di Elise Bossé, moglie di un artista lettone di Riga.

Nel 1877 il cimitero viene chiuso e le chiese evangeliche fiorentine realizzano il Cimitero Evangelico “agli Allori”.

(Dear friends speaking English, this is an home-made blog. I have no money to pay a professional translator, so I write English post by myself and – as you can see – I can’t write English language very well. So you can find a lot of mistakes in the articles: I beg your pardon. My English language level is: F(unny)! Will you pardon me?)

The Cemetery in Piazzale Donatello in Florence is owned by the Swiss Evangelical Reformed Church but it is known as “English Cemetery” because the community most represented inside is from the British Isles and Empire – including Jamaicans, natives of Barbados, New Zealanders and Australians – but many Italians, French, Spanish, Russians, Swiss, Germans, Roma, Greeks, Swedes, Hungarians are buried here.

At the beginning of the19° century, in fact, the Evangelical Community of Florence felt the need to establish its own cemetery that would also be open to all those who could not be buried in consecrated ground or in the Jewish cemetery: they had to be buried in Livorno, more than 100 kilometers away.

So the community then starts a fundraising subscription, first at the Florentine communities, then in England. The amount raised enabled the Grand ducal government to purchase a 7600-square-meter plot of land (enlarged in 1860): a small hill set against the medieval walls next to Porta a’ Pinti

Initially, the cemetery designed by Charles Reishammer (1806-1883) is shaped like an almost perfect square. In 1859 the layout was modified by introducing two orthogonal avenues that meet at the apex of the rise, where the column surmounted by the cross is erected, as a tribute to Emperor Frederick William II of Prussia’s visit to the cemetery that year.

The cemetery looks like a romantic garden with cypresses, irises, pomegranates, olive trees, yews, roses, dwarf palms, mimosas… An international and ecumenical cemetery where Protestants, Anglicans, Orthodox, Freemasons, atheists, stillborn children, suicides, paupers, servants, slaves, bourgeois, nobles, exiles, debtors, mixed-race couples coexist side by side.

In 1865 Florence became the capital of the Kingdom of Italy, and architect Giuseppe Poggi knocked down the medieval walls to replace them with wide boulevards and changed the shape of the cemetery from square to oval, isolating it as an island in the midst of traffic.

The first burial dates back to 1828 and belongs to Jean David Marc Gonin, the 15-year-old son of the President of the Swiss Evangelical Reformed Church who had bought the land for the cemetery. The last one dates back to 1877 and is that of Elise Bossé, the wife of a Latvian artist from Riga.

In 1877, the cemetery was closed and the Florentine evangelical churches built the Evangelical Cemetery ‘agli Allori’.