Bollito o condito?

Di Paola Redemagni

Il post di oggi è per stomaci forti. Non dite che non vi ho avvertito…

Come lo prepariamo il Re oggi? Bollito o condito? Sì perché, prima dell’avvento della refrigerazione moderna, morire lontano da casa è un affare serio, soprattutto se si è un sovrano, un principe o un aristocratico deceduto in Africa o in Asia durante le Crociate.

Diventava allora indispensabile mettere a punto pratiche di conservazione del corpo in grado di prevenire gli inevitabili inconvenienti derivanti da un trasporto che poteva richiedere tempi di trasferimento lunghi ed esequie pubbliche prolungate.

Nulla di nuovo, dal momento che l’imbalsamazione era ben conosciuta fin dall’antichità. A partire dal 3° millennio a.C. gli Egizi mummificano con grande entusiasmo sovrani, principi, nobili, scribi, cani, gatti, coccodrilli e ibis. I Chinchorro – un popolo di cacciatori e pescatori vissuto 7.000 anni fa fra Cile e Perù – avevano iniziato a mummificare ben 4000 anni prima, avvolgendo i propri defunti in pelli di leoni marini, argilla e lana di alpaca prima di seppellirli nel deserto di Atacama. E non mancano esempi sia tra i nativi dell’Ameria settentrionale che tra gli aborigeni australiani, passando dalle mummie Inca.

(Arrive dei crociati a Costantinopoli
Di Jean Fouquet – http://expositions.bnf.fr/fouquet/grand/f023.htm, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=205292)

Dalla letteratura medica sappiamo che i sistemi di conservazione dei corpi erano già largamente diffusi nell’Alto medioevo. Tra 11° e 12° secolo si diffonde sia in Oriente che in Occidente un sistema di trattamento che permette il rientro in patria almeno delle parti più nobili del corpo. Una pratica che prende il nome di Mos teutonicus e che diventa più frequente nel corso delle Crociate, portando il defunto ad avere – curiosamente – fino a tre luoghi di sepoltura.

Riccardo I d’Inghilterra (1157 – 1199), meglio conosciuto come Riccardo Cuor di Leone (quello di Robin Hood) è sepolto in Francia: in parte a Châlus (le viscere), dove morì durante l’assedio al castello e in parte all’Abbazia di Fontevrault (lo scheletro) . Il cuore fu imbalsamato e trasportato per 500 chilometri fino alla Cattedrale di Notre Dame a Rouen, città dove avevano la base le forze inglesi in Normandia all’epoca.

Questo risultato si otteneva in primo luogo rimuovendo gli organi interni; si metteva poi a bollire il corpo in un grande pentolone di acqua salata condita con vino, aceto, sostanze aromatiche e antisettiche. Quando la carne si distaccava dalle ossa, si puliva per bene lo scheletro. Le parti molli solitamente venivano seppellite nel luogo del decesso, mentre lo scheletro veniva trasportato sul luogo delle esequie.

(Tomba di re Riccardo I d’Inghilterra Cuor di Leone presso l’Abbazia di Fontevrault. Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=527883)

Anche Giovanni senza Terra, Enrico I, Luigi IX di Francia, Carlo d’Angiò Re di Napoli e Sicilia e l’imperatore Arrigo VII ricevono lo stesso trattamento, solo per citarne alcuni.

La pratica viene proibita nel 1300 da papa Bonifacio VIII con la bolla De sepolturis. Detestandae feritatis abusum, dal momento che non assicura l’integrità dei corpi, necessaria alla fine dei tempi perché possa compiersi la resurrezione dei defunti. I successori, tuttavia, accordano dispense ai sovrani deceduti nelle zone di guerra durante le crociate e la bollitura risulta ancora in uso in Francia e in Inghilterra nel corso del 15° secolo.

La scomunica incentiva sempre più l’imbalsamazione chirurgica, che consente la conservazione almeno delle parti visibili al pubblico durante il funerale.

In generale, con la trascrizione e traduzione dei testi medici arabi, si diffonde il sistema di imbalsamazione di Rhazes, usata ancora in Europa fino al Rinascimento. Questa pratica prende il nome di conditura.

(Libro sulla Medicina di al-Rāzī (Liber medicinalis Almansoris), frontespizio. Di Rhazes – Transferred from http://en.wikipedia.org/wiki/Image:Colophon-Razi’s_Book_of_medicine_for_Mansur.jpg, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=673628)

Il corpo viene privato degli organi interni, o mediante asportazione chirurgica o attraverso l’iniezione di liquidi corrosivi a base di coloquintide e nitro rosso; poi viene lavato con liquidi antisettici come aceto e vino, e cosparso con balsami e sostanze assorbenti e disidratanti, sale e polveri aromatiche a base di aloe, mirra, galla moscata, canfora, allume. Il viso viene trattato con una soluzione all’acqua rosata e sale.

Così preparato il sovrano – o chi per lui – viene esposto all’omaggio della popolazione, vestito con abiti da parata e sul volto la maschera funebre: simbolo del potere monarchico e delle virtù spirituali che sopravvivono alla morte.

Dear friends speaking English, this is an home-made blog. I have no money to pay a professional translator, so I write English post by myself and – as you can see – I can’t write English language very well. So you can find a lot of mistakes in the articles: I beg your pardon. My English language level is: F(unny)! Will you pardon me?)

Boiled or seasoned?

Today’s post is for strong stomachs. Don’t say I didn’t warn you….

Before the advent of modern refrigeration, dying far from home is a serious business, especially for rulers, princes or aristocrats who died in Africa or Asia during the Crusades.

It becames imperative to develop body preservation practices that could prevent the inconveniences of a transport that could require long transfer times and prolonged public obsequies.

We know from medical literature that body preservation systems were already widespread in the early Middle Ages. Between the 11th and 12th centuries, became widespread a system named ‘Mos teutonicus’.

First, the internal organs were removed; then the body was boiled in a large pot with water, salt, wine, vinegar, aromatic and antiseptic substances. When the flesh detached from the bones, the skeleton was thoroughly cleaned. The soft parts were usually buried at the place of death, while the skeleton was transported to the place of burial.

This practice was banned in 1300 by Pope Boniface VIII.

Excommunication encouraged surgical embalming.

The Rhazes system of embalming, used in Europe until the Renaissance, became widespread. This practice is called “conditura”.

The internal organs are removed from the body, which is washed with antiseptic liquids, vinegar and wine, and sprinkled with balms and absorbent and dehydrating substances, salt and aromatic powders made from aloe, myrrh, nutmeg, camphor and alum. The face is treated with a rosy water and salt solution.

Thus prepared, the sovereign – or whoever – is exposed to the homage of the population, dressed in parade clothes and wearing a funeral mask on his face: a symbol of monarchic power and spiritual virtues that survive death.