Ingegnere Whitehead e Signora (Genova, cimitero di Staglieno) 

di Paola Redemagni

Per incontrarli dovete percorrere il lungo viale che attraversa il Cimitero Protestante di Staglieno: li troverete proprio davanti al Tempio, intenti a scambiarsi un saluto pieno di rispetto, inseparabili in vita come dopo la morte.

Sono opera dello scultore Lorenzo Orengo: autore di alcune delle più famose sculture al Cimitero di Staglieno (per sapere di più: Cimitero di Staglieno – Genova), compresa quella della venditrice di noccioline Caterina Campodonico (leggi anche: Caterina Campodonico venditrice di noccioline (Genova, Cimitero di Staglieno).

Lui è Benjamin Whitehead, ingegnere, ritratto nei suoi abiti borghesi accanto al banco di lavoro, su cui troneggia una morsa. Sul basamento della scultura, curiosamente, è rappresentata quello che doveva essere l’orgoglio dell’uomo: una macchina a vapore di sua invenzione, modificata rispetto all’originale ideato da James Watt, in cui si distinguono perfettamente la grande ruota del volano, il bilancere (in alto), lo stantuffo (a destra) e il sistema biella-manovella che trasforma il moto circolare del motore in moto alternato, consentendo così l’applicazione della forza motrice fornita dal vapore a qualunque impianto meccanico e la Rivoluzione industriale.

(Genova, Cimitero di Staglieno. Lorenzo Orengo – Benjamin Whitehead. 1885. Foto dell’autrice)

Nella figura dell’uomo, Lorenzo Orengo celebra il Lavoro, divenuto nel corso dell’Ottocento, proprio con l’affermarsi della classe borghese sulla scena sociale, uno dei massimi valori da commemorare, accanto alle virtù morali celebrate in precedenza: fede, carità, onestà, abnegazione.   (vedi anche: Cittadino affettuoso benefico cerca moglie ottima incomparabile).

Ma se nella scultura emerge l’immagine dell’uomo che si è fatto da solo, già leggendo la dedica incisa sul basamento scopriamo che la vera protagonista di tutta l’opera è lei, che ricorda:

Benjamin Whitehead

Engineer

1823 – 1876

Julia Morison Bentley Whitehead

This effigy

Dedicates to the memory

Of her regretted consort

Eight years after his death

As a token

Of undying affection

(Benjamin Whitehead / ingegnere / 1823 – 1876 / Julia Morison Bentley Whitehead / questa effige / dedica alla memoria / del suo rimpianto consorte / otto anni dopo la sua morte / come segno / di affetto imperituro).

(Genova, Cimitero di Staglieno. Lorenzo Orengo – Julia Morison Bentley Whitehead. 1885. Foto dell’autrice)

Lei è l’elegantissima signora ritratta in un ricco abito da passeggio, tutto pizzi, ricami e volant, e con un vezzoso ombrellino. Le disponibilità economiche della coppia dovevano essere elevate. Julia si racconta esclusivamente nel suo ruolo di moglie: sul basamento, Orengo scolpisce una rosa, simbolo dell’amore che sopravvive alla morte, mentre l’iscrizione recita:

Julia Morison Bentley

Widow of Benjamin Whitehead

1812 – 1898

After death as end life

Beside her beloved husband

Reposes

(Julia Morison Bentley / vedova di Benjamin Whitehead / 1812 – 1898 / dopo la morte come fine vita / accanto al suo amato marito / riposa).

Pur essendo Julia più anziana del consorte di alcuni anni, fu Benjamin a morire per primo nel 1876. Fu sepolto al Cimitero degli Inglesi che all’epoca si trovava a Genova, in località San Benigno.

Julia commissionò a Lorenzo Orengo non solo la scultura per la tomba del marito ma anche quella per la propria, che fu quindi realizzata e collocata nel cimitero accanto a quella del consorte quando la signora era ancora in vita. Solo nel 1898, dopo la sua morte, entrambe le sculture vennero spostate al Cimitero Protestante di Staglieno.

(Genova, Cimitero di Staglieno. Lorenzo Orengo – Tomba Whitehead – Morison Bentley. 1885. Foto dell’autrice)

Realizzate in marmo bianco nel 1885, rappresentano uno dei momenti più alti dello stile detto Realismo borghese, che si afferma nella seconda metà dell’Ottocento, quando si celebrano come valori sociali e morali il lavoro, il progresso, la famiglia, la carità, la religione.

Il Realismo borghese rappresenta una reazione al primo Romanticismo, così ricco di pathos: identificando le persone con il loro status sociale e la loro professione, mostra le attività e la vita quotidiana senza drammatizzazioni o idealizzazioni.

Dear friends speaking English, this is an home-made blog. I have no money to pay a professional translator, so I write English post by myself and – as you can see – I can’t write English language very well. So you can find a lot of mistakes in the articles: I beg your pardon. My English language level is: F(unny)! Will you pardon me?)

The sculptures of engineer Benjamin Whitehead and his wife are the work of sculptor Lorenzo Orengo: author of some of the most famous sculptures at Staglieno Cemetery, including that of the peanut seller Caterina Campodonico.

You meet them at the end of the avenue that crosses the Protestant Cemetery of Staglieno, right in front of the Temple.

The engineer Benjamin Whitehead is portrayed next to a workbench, on which a vise is enthroned. The base of the sculpture curiously depicts a steam engine of his own invention, modified from the original conceived by James Watt, in which the large flywheel, the rocker arm (top), the piston (right) and the connecting rod-crank system can be clearly distinguished.

In Mr. Whitehead, Lorenzo Orengo celebrates Work, which during the 19th century, with the rise of the bourgeois class on the social scene, became one of the highest values to be commemorated.

The epigraph reads: Benjamin Whitehead / Engineer / 1823 – 1876 / Julia Morison Bentley Whitehead / This effigy / Dedicates to the memory / Of her regretted consort / Eight years after his death / As a token / Of undying affection.

His wife Julia is very elegant in her rich promenade dress and with a charming parasol. She is portrayed exclusively in her role as wife: on the plinth you can see a rose, the symbol of love that survives death. The inscription reads:

Julia Morison Bentley / Widow of Benjamin Whitehead / 1812 – 1898 / After death as end of life / Beside her beloved husband / Reposes.

Julia was older than her husband, but it was Benjamin who died first in 1876. He was buried in the English Cemetery, which was located in San Benigno in Genoa at the time.

Julia commissioned Lorenzo Orengo not only to sculpt her husband’s grave but also her own, which was then placed in the cemetery next to Benjamin’s while she was still alive.

Only in 1898, after her death, were both sculptures moved to the Protestant Cemetery in Staglieno.