Cimitero fatimide di Assuan

di Paola Redemagni

Il cimitero arabo di Assuan è una delle necropoli musulmane più antiche e importanti: infatti, è stato possibile datare le tombe al periodo fatimide (969-1171 d.), anche se l’origine potrebbe risalire al settimo secolo d.C., quando l’esercito arabo conquistò la città, intorno al 640 d.C.

Nell’antichità era denominato anche ‘Cimitero dei compagni del Profeta’, dal momento che la tradizione popolare vuole sepolti qui nipoti di Maometto, santi e profeti.

All’epoca Assuan era una città importante: baluardo militare a difesa del confine meridionale dell’Egitto; sede del governatorato dell’Alto Egitto fino all’undicesimo secolo; transito per i pellegrini diretti alla Mecca; tappa per le carovane commerciali; crocevia per l’oro e gli smeraldi provenienti dalle miniere del deserto orientale, riaperte durante il nono secolo.

(G.Nogara – Mappa della necropoli di Aswan. Da: BJöRNESJö Sophia, SPEISER Philipp, The South Necropolis of the Fatimid Cemetery of Aswan, in: Annales islamologique [en ligne], 48-2 | 2014, mis en ligne le 17 agosto 2014, consultato in data 04 ottobre 2024. URL: http://journals.openedition.org/2259; DOI: https://doi.org/10.4000/anisl.2259)

L’area sepolcrale misura 1800 metri in lunghezza, mentre la larghezza massima raggiunge i 500 metri. Sorge sulle cave di granito già attive al tempo dei faraoni e oggi risulta inclusa nella città moderna. Comprende centinaia di tombe e 50 mausolei.

Molti autori parlano del cimitero di Assuan già alla fine del Settecento e più volte nel corso dell’Ottocento e descrivono tombe con moschee e minareti. Il cimitero, tuttavia, appariva già abbandonato nel 1820: in parte a causa della deperibilità dei materiali di costruzione, essenzialmente mattoni crudi, in parte per le conseguenze dell’ampliamento della città.

Nell’area sono presenti anche resti di moschee, in origine collegate a singole tombe, e piccoli sabīl: chioschi dove l’acqua è disponibile liberamente, sia per dissetarsi che in funzione rituale.

(Assuan, cimitero fatimide. Foto dell’autrice)

Le sepolture sono influenzate dall’andamento del terreno e manca qualunque tipo di ordinamento planimetrico. Sono presenti sia sepolture in terra che fuori terra: nel caso in cui la presenza del granito renda impossibile lo scavo. Le sepolture riflettono la posizione sociale del defunto: alcune sono semplici, altre più complesse, molte sono raggruppate all’interno di uno stesso recinto, a sottolineare legami familiari o elettivi. Un tempo tutte le architetture erano ricoperte da uno strato di intonaco, oggi perduto.

Le tombe sono sempre connesse a uno spazio destinato alla preghiera: talvolta è costituito da un piano rialzato da alcuni scalini rispetto al terreno circostante, talvolta da un recinto murario che ospita sul lato meridionale un mirhab, la lunga nicchia conclusa da una calotta emisferica che indica al fedele la direzione in cui si trova la Mecca. In questo caso è l’intero spazio della tomba che si configura come spazio di preghiera.

Sono presenti diverse tipologie:  

(U. Monneret de Villard. Veduta laterale di una tomba a cassone. Al centro è visibile la nicchia che ospitava la stele funeraria. Da: La necropoli musulmana di Aswan. 1930, Cairo, Imprimerie de l’Institut Française d’archéologie orientale)

Tombe a recinto: il defunto viene inumato in una fossa, poi riempita di terra e coperta da un tumulo rettangolare o una massicciata di mattoni. Il terreno intorno alla tomba viene protetto con un recinto murario alto anche 2 metri, in cui può essere presente il mirhab.

Tombe a cassone: costituite da una costruzione muraria rettangolare, decorata nella parte inferiore dall’alternarsi di nicchie più ampie e più strette e nella parte superiore da un motivo a stelle a 6 punte. Può essere semplicemente riempita di terra fino all’orlo superiore oppure all’interno il corpo può essere protetto da una volta a botte, poi ricoperta di terra.

Tombe a camera: ad Assuan, rappresenta il tipo più antico di sepoltura. Sono costituite da una volta a botte racchiusa fra due muri di testa, in cui il defunto viene introdotto attraverso un arco che si apre nel muro settentrionale, poi chiuso dopo la tumulazione.

(A.Paasch – Veduta della necropoli di Aswan. Da: BJöRNESJö Sophia, SPEISER Philipp, The South Necropolis of the Fatimid Cemetery of Aswan, in: Annales islamologique [en ligne], 48-2 | 2014, mis en ligne le 17 agosto 2014, consultato in data 04 ottobre 2024. URL: http://journals.openedition.org/2259; DOI: https://doi.org/10.4000/anisl.2259)

Mausolei: sono caratterizzati dalle cupole, il più delle volte ogivali e innestate su un tamburo, con archi e volte in mattoni cotti. Presentano pianta regolare, rettangolare o quadrata. Se l’edificio è rettangolare, il lato lungo è orientato in direzione nord-sud, così che il defunto, coricato su un fianco lungo lo stesso asse, possa guardare a est verso la Mecca. Nei mausolei a pianta quadrata la cupola è innestata su archi. A questa tipologia si ispirano anche realizzazioni più tarde, come il mausoleo dell’Aga Khan, che sorge poco distante, sulla riva occidentale del Nilo (per saperne di più: Assuan – Mausoleo dell’Aga Khan).

Tutte le tombe possedevano una stele funeraria per ogni defunto, fissata sul lato meridionale del muro esterno: riportava invocazioni sacre, il nome della persona e la data di morte. A partire dall’ultimo quarto dell’Ottocento, vennero strappate dalla collocazione originaria: talvolta per venderle ai collezionisti, in seguito per metterle al sicuro nei musei del Cairo e di Assuan. L’operazione venne però condotta senza tenere traccia della tomba di provenienza, perdendo così la possibilità di una datazione certa. Oggi sono presenti, oltre che nei musei egizi, in quelli americani ed europei e in collezioni private. Fortunatamente, sono in corso la loro trascrizione e pubblicazione.

(U. Monneret de Villard – Planimetrie dei mausolei. Da: La necropoli musulmana di Aswan. 1930, Cairo, Imprimerie de l’Institut Française d’archéologie orientale).

L’importanza storica e culturale del cimitero di Aswan ha indotto il Ministero delle Antichità egiziano ad avviare negli ultimi anni lavori di sistemazione per la salvaguardia e fruizione del complesso: sono stati realizzati cartelli esplicativi e un nuovo sentiero per la zona visitatori, e sono stati consolidati e restaurati sei mausolei. Una curiosità: durante i lavori, davanti a uno dei mirhab è stato ritrovato un coccodrillo sepolto, orientato verso la Mecca. Secondo i costumi locali, rappresenta un segno di protezione, che infatti si trova spesso affisso sopra l’ingresso delle case nubiane.