Tempio della Vittoria – Sacrario dei caduti milanesi 

di Paola Redemagni

Sorge alle spalle della basilica di S.Ambrogio ed è opera dell’architetto Giovanni Muzio con la collaborazione dei colleghi: Alberto Alpago Novello, Ottavio Cabiati, Tommaso Buzzi e Gio Ponti.

Eretto alla fine della Prima guerra mondiale per celebrare la vittoria italiana, viene inaugurato dieci anni dopo la conclusione della guerra, il 4 novembre 1928.

La scelta del luogo è fortemente simbolica: qui anticamente si trovava il cœmeterium ad martyres, il cimitero dei martiri di epoca paleocristiana, a cui si ricollegano idealmente i soldati della Grande Guerra, martiri per la patria. Molto stretto anche il rapporto con la vicina Basilica, con cui il Tempio dialoga architettonicamente.

L’edificio è alto 43 metri e presenta pianta ottagonale, riprendendo nella forma il tiburio della vicina basilica. Ma il numero otto possiede anche un significato simbolico, sia religioso che civile: nella simbologia cristiana, infatti, rappresenta il giorno dopo la creazione, ovvero il giorno della resurrezione e della rinascita spirituale ed è per questo che i fonti battesimali antichi hanno forma ottagonale. Ma qui rappresenta anche le otto porte della città da cui i soldati sono usciti per recarsi al fronte.

(Milano, arch. Giovanni Muzio. Tempio della Vittoria / Sacrario dei Caduti milanesi. Foto dell’autrice)

Il Tempio si trova all’interno di un recinto in pietra nera, che presenta le stesse misure dell’atrio della basilica di S.Ambrogio. Tuttavia, mentre la chiesa – come tutte le chiese cristiane – guarda verso est e il sole che sorge, simbolo della luce divina, il Tempio dedicato ai Caduti guarda verso ovest, al sole che tramonta e alla vita che finisce.

Sulla fronte si trova l’enorme statua di S.Ambrogio opera dello scultore Adolfo Wildt, alta oltre 4 metri: coerentemente con il tema bellico, è ritratto come un santo guerriero, con la sferza in mano a ricordare le sue battaglie contro gli ariani, mentre calpesta i vizi capitali rappresentati da sette serpenti.

La scultura è sovrastata dalla semplice dedica: “Ai Milanesi caduti in guerra”, mentre l’interno dell’arco soprastante è decorato con i bassorilievi dell’Italia, dei santi guerrieri S.Martino e S.Giorgio e dalle insegne dei corpi militari: alpini, bersaglieri, esercito, marina.  

(Milano. Tempio della Vittoria / Sacrario dei Caduti milanesi. Adolfo Wildt. S.Ambriogio. Foto dell’autrice)

L’apparato decorativo del Tempio è complesso, benché incompiuto.

I quattro archi principali sono dedicati ai quattro anni di guerra e recano i nomi delle principali battaglie: le urne in pietra nera poste nelle nicchie tra un arco e l’altro conservano la terra dei campi di battaglia. Gli archi minori simboleggiano i quattro elementi naturali – terra, acqua, fuoco, aria – e sono associati ai diversi corpi militari.

I lati esterni, gli arconi e le lunette sono decorati a bassorilievo con la rappresentazione dei principali fronti, delle città redente e delle battaglie, con figure allegoriche e i simboli dei corpi militari. Nella decorazione si riconoscono elementi tratti dalla realtà del fronte: maschere antigas, tenaglie per il trancio del filo spinato, cannoni, picconi, granate.

(Milano. Tempio della Vittoria / Sacrario dei Caduti milanesi. Arco del Trentino. Foto dell’autrice)

All’interno una doppia scala elicoidale porta alla balconata del piano superiore a cui si accede attraverso due porte, sormontate rispettivamente dal volto di un giovane milite, che rappresenta la partenza verso il fronte, e di un milite anziano, che rappresenta il reduce.

L’ambiente è illuminato da finestre decorate con la palma del martirio ed è sormontato da una cupola ottagonale intarsiata di marmi policromi: nella lanterna superiore si trova ancora il faro a quattro braccia rotanti che veniva acceso in occasione delle ricorrenze principali.

Al centro della sala, un basamento doveva ospitare un braciere, non realizzato.

(Milano, Interno del Tempio della Vittoria / Sacrario dei Caduti milanesi. Foto dell’autrice)

La terrazza superiore oggi viene aperta solo in occasione di speciali ricorrenze: sulle pareti esterne del tiburio sono riprodotte a bassorilievo le mappe dei principali fronti, con i confini prima e dopo la Grande Guerra, mentre le battaglie sono rappresentate da stelle a cinque punte.

(Milano. Tempio della Vittoria / Sacrario dei Caduti milanesi. Interno del Sacrario. Foto dell’autrice)

Gravemente danneggiato durante i bombardamenti che nel 1943 distrussero Milano, il Tempio fu restaurato e ampliato nel 1973 con il Sacrario progettato dall’architetto Mario Baccini, che si sviluppa in tre piani sotterranei e ospita le spoglie di oltre 4600 militari, molti dei quali traslati qui da altri cimiteri, e le grandi lastre in bronzo che riportano i nomi di 10.000 caduti.

(Si ringrazia il Comune di Milano per la collaborazione).