Napoleone: funerale a Sant’Elena

di Paola Redemagni

Quando il 15 dicembre 1840 il suo corpo arriva a Parigi per essere tumulato in un sarcofago di porfido rosso all’interno dell’Hotel des Invalides, Napoleone è morto da quasi 20 anni: deceduto il 5 maggio 1821 a Sant’Elena, una piccola isola sperduta nell’Oceano Atlantico, a circa 1900 chilometri a ovest dell’Angola: il suo luogo di esilio dopo la fuga dall’Isola d’Elba, i Cento giorni, il tentativo di restaurare il potere imperiale e la sconfitta di Waterloo.

Cosa succede dopo la sua morte ce lo racconta – fra gli altri – François-René Chateaubriand nelle sue Memorie d’Oltretomba.

Dopo il decesso, Napoleone viene esposto sul suo letto, vestito con l’uniforme da colonnello della Guardia e decorato con la Legion d’onore. Il suo corpo viene poi chiuso in ben quattro bare, rispettivamente: in legno di mogano, in piombo, nuovamente in legno di mogano e infine in zinco.

Sul feretro viene adagiato il suo mantello.

(Isola di Sant’Elena. dal web)

In realtà, Napoleone avrebbe preferito essere sepolto nella cattedrale della sua città natale, in Corsica: Ajaccio. Ma poi si era rassegnato a scegliere un luogo che a Sant’Elena amava particolarmente: una stretta valle chiamata Valle di Slane o Valle del Geranio, con una sorgente ombreggiata da salici piangenti e rallegrata da fiori di tchampas.

Il giorno del funerale, tre squadroni di dragoni precedono il carro funebre, trainato da quattro cavalli condotti per le briglie dai palafrenieri. Lo accompagnano 24 granatieri inglesi, disarmati, e lo segue il cavallo di Napoleone.

Seguono il feretro anche i soldati del 20° reggimento di fanteria, i militari della Marina, i volontari di Sant’Elena e l’artiglieria reale con 15 cannoni.

Lungo la strada è schierata la guarnigione inglese di guardia all’isola, mentre gruppi di musicisti, disposti a distanza regolare fra le rocce, suonano melodie funebri.

Giunti alla valle, sono i granatieri a prelevare il feretro dal carro funebre e a portarlo a spalla fino alla sepoltura.

(Scuola francese. Tomba di Napoleone Bonaparte a Sant’Elena, 1821. Litografia. Dal web)

Tre salve d’artiglieria vengono sparate al momento dell’inumazione, poi la tomba viene chiusa da una lastra in pietra.

Mentre una nave ammiraglia, ancorata poco lontano, spara ad ogni minuto una cannonata in segno di rispetto, i presenti recitano i versetti del salmo 87, che sembrano riassumere la parabola del condottiero: ”Sono stato povero e ho molto sofferto nella mia giovinezza; sono stato innalzato e poi umiliato… Sono stato trafitto dalla Tua collera…”.

Al termine del funerale, i convenuti si ritirano portando in mano un ramo di salice.

Ora, conclude Chateaubriand, Napoleone “dorme come un eremita o un paria in un vallone in fondo a un sentiero deserto”.

Dear friends speaking English, this is an home-made blog. I have no money to pay a professional translator, so I write English post by myself and – as you can see – I can’t write English language very well. So you can find a lot of mistakes in the articles: I beg your pardon. My English language level is: F(unny)! Will you pardon me?

When on 15 December 1840 his body arrived in Paris to be buried in a red porphyry sarcophagus inside the Hôtel des Invalides, Napoleon had been dead for almost 20 years: he died on 5 May 1821 on Saint Helena, a small remote island in the Atlantic Ocean,  where he had been exiled after his escape from the Island of Elba, the Hundred Days, the attempt to restore imperial power and the defeat at Waterloo.

What happens after his death is told to us – among others – by François-René Chateaubriand in his “Memoirs of the Underworld”.

After his death, Napoleon is laid out on his bed, dressed in the uniform of a colonel of the Guard and decorated with the Legion of Honour. His body is then enclosed in four coffins in mahogany, lead and zinc. On them is laid his cloak. For own rest, Napoleon choze a place he particularly liked on Saint Helena: a narrow valley called the Slane or Geranium Valley, with a spring shaded by weeping willows.

Three squadrons of dragoons precede the hearse, drawn by four horses led by bridlemen. Accompanying him are 24 English grenadiers, unarmed. Behind, Napoleon’s horse. Following the coffin are soldiers of the 20th Infantry Regiment, naval soldiers, St Helena volunteers and the Royal Artillery with 15 cannons. Along the road, the British garrison guarding the island is deployed, while groups of musicians, playing funeral melodies.

When they reach the valley, three artillery salvos are fired at the burial. The grave is closed with a stone slab. While a flagship, anchored not far away, fires every minute as a sign of respect, those present recite verses from Psalm 87, which seem to summarise the parable of the leader: ‘I was poor and suffered much in my youth; I was exalted and then humiliated… I was pierced by Thy wrath…’.

Now, Chateaubriand concludes, Napoleon ‘sleeps like a hermit or a pariah in a valley at the end of a deserted path’.