Elettricista sommo – Galileo Ferraris

di Paola Redemagni

Galileo Ferraris

Matematico fisico insigne

Elettricista sommo

Insegnante dottissimo

Dagli alunni adorato

Con speculazioni scientifiche ardite

Con scoperte mirande

Continuava in Italia le tradizioni gloriose

Di Volta e di Galvani.

In lui

La mente poderosa vastissima

Diuturnamente intesa

Alla ricerca di nuovi veri

Il corpo logoro franse

Immaturamente

Quando nuovo lustro e maggiore

Ne auspicavano il Paese e la Scienza

1847 – 1897

Quando si sente male, Galileo Ferraris è in aula, o forse in laboratorio: sta tenendo lezione presso il Regio Museo Industriale di Torino, il precursore del Politecnico, in quella Scuola di elettrotecnica che ha fondato nel 1889, primo in Italia. Morirà in pochi giorni a causa di una pleurite, il 7 febbraio 1897, lasciando nello sconforto i suoi studenti e la comunità scientifica nazionale.

(Ritratto di Galileo Ferraris. https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Galileo_Ferraris_original.png. See page for author, Public domain, via Wikimedia Commons)

I funerali si tengono in forma solenne, alla presenza delle rappresentanze delle autorità, di ministeri, università e corpi scientifici italiani ed esteri e la partecipazione di una gran folla. La salma, inizialmente tumulata nel Famedio del Cimitero Monumentale di Torino (Il Parco delle Mezzelune. Cimitero Monumentale di Torino 1) , oggi si trova presso l’Arcata 166 nella Prima Ampliazione, vegliata da una lapide decorata da una lunga foglia di palma, rose, papaveri e viole del pensiero.

Non c’è a stupirsi: quello di Galileo Ferraris era un nome importante non solo in ambito cittadino, ma internazionale. Dopo essersi laureato nel 1869 in ingegneria civile alla Scuola d’Applicazione per gli Ingegneri di Torino, l’anno seguente era diventato assistente di Fisica tecnica presso il Regio Museo Industriale. Nel 1877 era divenuto professore incaricato e due anni dopo, nel 1879, era stato nominato professore ordinario senza concorso ‘per meritata fama di singolare perizia’. Nel 1881 aveva rappresentato l’Italia all’Esposizione Internazionale di Elettricità di Parigi.

(Milano, Museo Nazionale della Scienza e Tecnologia. Modello di Motore elettromagnetico a campo rotante. CC BY-SA 4.0 https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0, via Wikimedia Commons)

Era membro delle più importanti istituzioni scientifiche dell’epoca. Nel 1889 presso lo stesso Regio Museo aveva fondato la prima scuola di elettrotecnica in Italia – esempio seguito poco dopo da Carlo Erba a Milano (Carlo Erba, storia di un imprenditore) – e nel 1896 la Società Elettrotecnica Italiana.

Ala fine dell’Ottocento in ambito elettrotecnico sono in gioco interessi enormi: tra il 1879 e il 1880 T.A. Edison negli Stati Uniti e J.W. Swan in Inghilterra installano le prime lampade a incandescenza con filamento in carbone; sempre nel 1880 in Italia il piemontese Alessandro Cruto inventa un nuovo tipo di filamento, di grande resistenza e buon rendimento luminoso, che presenta nel 1884 all’Esposizione di Torino, dove le sue lampadine ottengono un’accoglienza trionfale, dimostrandosi superiori a quelle di Edison per durata e rendimento. A Berlino nel 1881 entra in servizio la prima tramvia pubblica mentre nel 1889 viene dotata di elettricità pubblica la città di Udine, grazie ad un giovane tecnico di soli 23 anni: Arturo Malignani.

(Nikola Tesla, with his equipment for
producing high-frequency alternating currents.
Credit: Wellcome Library, London. Wellcome Images
images@wellcome.ac.uk. http://wellcomeimages.org
Inscribed: ‘To my illustrious friend Sir William Crookes of whom I always think and whose kind letters I never answer! Nikola Tesla June 17, 1901
CC BY 4.0 http://creativecommons.org/licenses/by/4.0/)

Le ricerche di Ferraris si concentrano, fra l’altro, sull’impiego dell’energia elettromagnetica in forza motrice e permettono di superare le difficoltà che a fine Ottocento incontrava la trasmissione a distanza delle correnti continue, grazie al ricorso alla corrente alternata: nel 1885 presenta un motore con induzione a campo rotante a corrente alternata, alla base degli odierni motori elettrici asincroni, superiore per semplicità tecnica ed efficienza al motore elettrico tradizionale.

Non interessato alle applicazioni industriale delle sue scoperte, però, Ferraris non brevetta la sua invenzione e pubblica i risultati delle sue ricerche solo tre anni dopo: il 18 marzo 1888, negli Atti della Reale Accademia delle Scienze di Torino. Poche settimane più tardi, Nikola Tesla presenta all’Esposizione universale di Parigi modelli di motori a campo magnetico rotante, rivendicandone l’ideazione in via esclusiva: ne segue una lunga polemica sulla priorità del motore, che nel 1891 viene definitivamente riconosciuta a Ferraris.