
di Paola Redemagni
Tutto qui parla di massoneria, a partire dal muro in pietra che circonda su due lati la semplice lastra a terra con la scritta: Ernesto Nathan e famiglia.
Il muro rimanda ad uno dei principi fondamentali della massoneria: la costruzione di una società giusta, laica, fraterna, rappresentata simbolicamente dal tempio di Salomone a Gerusalemme, che è insieme edificio di conoscenza e Loggia massonica. Ogni pietra rappresenta un affiliato che compie all’interno della fratellanza un percorso di perfezionamento: lo porterà ad elevarsi da uno stato iniziale – simile alla pietra grezza e informe – ad uno stato simile alla pietra squadrata, perfetta e pronta a unirsi alle altre, per concorrere insieme all’edificazione del Tempio. Infatti, se si osserva il muro da destra verso sinistra, si può notare che le pietre divengono via via più regolari, fino all’ultima posta all’estremità sinistra.

La targa posta nel 2004 dal Grande Oriente d’Italia sulla tomba, recita:
A perenne memoria
dell’indimenticato Gran maestro
Ven[eratissimo Fr[atello] Ernesto Nathan
sindaco di Roma
il Grande Oriente d’Italia
Massoneria di Palazzo Giustiniani
con immutata ammirazione e riconoscenza
restaurò
Or[dine]:. di Roma, 20 :. giorno – 7 mese – A[nno] :. 6004 di V[era] :. L[uce] :.
20 settembre 2004.

La datazione adotta il calendario massonico ideato dai fondatori della Gran Loggia Unita d’Inghilterra e tuttora impiegato presso la massoneria universale, che parte dalla presunta data di creazione del mondo: fissata per convenzione all’anno 4000 avanti Cristo. La scelta di adottare una datazione che si riferisce all’inizio del mondo, invece di quella corrente, significa rivendicare un’assoluta autonomia da qualunque istituzione religiosa, compresa quella della Chiesa cattolica. Poiché il calendario massonico adotta le cadenze dello Zodiaco, ne consegue che Marzo é il primo mese dell’anno, e Febbraio l’ultimo. Pertanto Settembre corrisponde al settimo mese del calendario massonico.
Al di sotto si legge il testamento spirituale di Nathan:
<<Muoio come ho vissuto nella mia fede di Giuseppe Mazzini, serenamente soddisfatto se attraverso la vita sino agli ultimi giorni ho potuto darne testimonianza>>. Ernesto Nathan. 5 ottobre 1845 – 9 aprile 1921. QR.
Altre scritte ricordano una famiglia numerosa e unita, a partire dalla moglie:
Come il compagno amato
Virginia Mieli Nathan
trasse da Giuseppe Mazzini
che ancor giovinetta […] conobbe
[la l]uce [e] la fede profonda
[al]lla vita operosa
ien 7 – 1 1846 – Roma 16-XII-1924.
Ancora oggi, a più di 100 anni dalla scomparsa, il nome di Ernesto Nathan viene ricordato con rimpianto a Roma.
Fu sindaco repubblicano, ebreo e massone, intriso dei valori e degli ideali appresi direttamente da Giuseppe Mazzini. La massoneria rappresentò per lui la sintesi fra l’educazione alla fratellanza universale appresa dalla cultura ebraica e il pensiero mazziniano.
La sua casa londinese, dove nacque il 5 ottobre 1845, era infatti un punto d’incontro per i patrioti esuli italiani, fra cui Mazzini, amico personale della madre Sara N. Levi. (leggi anche: Giuseppe Mazzini, mummia riluttante). Fu proprio Mazzini a inviarlo a Roma per amministrare l’ultimo giornale da lui fondato: La Roma del popolo.
Un titolo profetico rispetto a quella che sarà l’opera politica di Nathan.

Public domain, via Wikimedia Commons.
Nel 1888 ottenne la cittadinanza italiana e l’anno seguente entrò nel consiglio comunale della capitale, diventando sindaco dal 1907 al 1913. Si distinse per le iniziative nel campo dell’edilizia, della medicina sociale, dell’istruzione, della municipalizzazione dei servizi pubblici: sotto di lui sono nate l’Azienda elettrica municipale, l’Azienda autonoma tramvie municipali, l’Istituto Case Popolari. Si impegnò contro lo sfruttamento del lavoro minorile, la prostituzione, lo sperpero di denaro pubblico, la speculazione edilizia e a favore dell’assistenza sanitaria, della formazione professionale, del recupero del patrimonio storico della città. Promosse la costruzione di asili e scuole elementari dotati di refezione, laboratori, biblioteche, palestre e nel 1909 varò il nuovo piano regolatore per la città. Pubblicò postumi gli scritti di Mazzini e fu tra i fondatori della società Dante Alighieri, per tutelare e diffondere la lingua e la cultura italiane nel mondo.
Fu due volte Gran Maestro della massoneria: dal 1896 al 1903 e dal 1917 al 1919, ruolo in cui inaugurò la nuova sede di Palazzo Giustiniani.
La sua opera politica è riconosciuta tuttora come esempio di rigore morale e di concezione laica dello Stato.