Generale Pietro Fumel (Milano, Cimitero Monumentale)

fumel

(Milano, Cimitero Monumentale, Giardini Cinerari)

Generale

Pietro Fumel

Cittadino integro

Prode soldato

Redense le Calabrie

Dal brigantaggio.

Nacque in Ivrea il 1821

Morì in Milano il 1886.

La lapide sorvola, però, sui metodi con cui redense le Calabrie dal brigantaggio…

Pietro Fumel apparteneva a una famiglia aristocratica ebraica originaria della città di Fumel, in Francia, da cui aveva dovuto fuggire a seguito della Rivoluzione francese: si era quindi stabilita a Ivrea.

Qui Pietro frequenta le scuole, per poi entrare nella Guardia Nazionale.

Fumel si distingue nella I Guerra d’indipendenza nel 1848 – 1849 col grado di tenente d’artiglieria.

Successivamente viene nominato capitano e nel 1859 lo troviamo a combattere contro gli austriaci nel Canavese.

Con il grado di maggiore, diventa comandante del Battaglione mobile della Guardia Nazionale di Ivrea:  a Bologna organizza la ribellione contro lo Stato Pontificio e il plebiscito per l’annessione al regno di Sardegna dell’Emilia e della Romagna.

Con il grado di colonnello e pieni poteri, viene poi inviato in Calabria a contrastare il brigantaggio, e qui si distingue per la ferocia della repressione: fa distruggere i casali di campagna abbandonati, che possono offrire un rifugio alle bande; incoraggia il tradimento, proponendo una ricompensa di 100 lire per ogni bandito consegnato; ricorre alla tortura e a esecuzioni pubbliche; insieme ai briganti, spesso giustizia sommariamente anche i loro famigliari; talvolta le vittime vengono decapitate e le teste esposte su pali, oppure i corpi gettati nei fiumi.

L’episodio più cruento si consuma nel 1863 a Fagnano Castello, dove fa fucilare 100 contadini sospetti.

Con i suoi sistemi stermina le bande di Domenico Straface detto Palma, di Schipani, di Andrea Ferrigno; dei Bellusci; di Morrone e di Pinnolo. Malgrado le polemiche, tra il 1862 e il 1863 sono molte le città e i paesi a conferirgli la cittadinanza onoraria: Cosenza, Brisignano, Roseto Capo Spulico, Amendolara, San Marco argentano.

Le proteste sul suo operato arrivano in parlamento e Fumel viene rimosso dall’incarico, ritirandosi a Ivrea. Lasciata la Guardia Nazionale, ottiene un impiego presso le Manifatture Tabacchi, prima a Livorno, poi a Milano.

Nell’agosto 1866 viene mandato nuovamente in Calabria ma, con i poteri limitati dai prefetti, sceglie di dimettersi e torna a Milano, dove muore la mattina dell’11 agosto 1886.

(Dear friends speaking english, this is an home-made blog. I have no money to pay a professional translator, so I write english post by myself and – as you can see – I can’t write English language very well. So you can find a lot of mistake in the articoles: I beg your pardon. My English language level is: F(unny)! Will you pardon me?)

General Pietro Fumel, an honest citizen, a brave soldier, he set the Calabrie free from brigands. He born in Ivrea in 1821 and he died in Milan in 1886.