
Di Paola Redemagni
C’è chi copre di baci la tomba di Oscar Wilde, chi lascia birra e sigarette su quella di Jim Morrison, chi scrive biglietti a Marcel Proust…
Ogni anno sono 2 milioni le persone che visitano quello che probabilmente è il cimitero più famoso del mondo: il Pére-Lachaise a Parigi.
È anche il prototipo del cimitero romantico, tipologia che riscuote grande successo nel corso dell’Ottocento: un “cimitero-giardino” dedicato al raccoglimento e al ricordo, in cui le tombe e i monumenti si fondono con la natura e in cui possono recarsi coloro che si sentono ancora legati in muto colloquio con i propri defunti.

Nulla a che vedere, quindi, né con i tradizionali chiostri annessi alle chiese né con i desolanti campi di inumazione.
La necessità di ideare un nuovo tipo di cimitero emerge a seguito della soppressione del vecchio cimitero dei Santi Innocenti, per secoli presenza importante nella vita dei parigini (Al cimitero dei Santi Innocenti, Parigi). Alla fine del 18° secolo, tuttavia, la sua collocazione all’interno della città diventa insostenibile, a causa delle esalazioni mefitiche che emana e che causano malesseri agli abitanti della zona.
Le autorità ne approfittano così per decretare la chiusura di tutti i cimiteri cittadini nel 1780.
I lavori di sbancamento dei Santi Innocenti durano dal dicembre 1785 all’ottobre 1787. Ogni sera carri ricoperti di stoffa nera, scortati da portatori di fiaccole e da preti in cotta che cantano l’ufficio funebre, formano una processione aperta da un manipolo di guardie a cavallo e chiusa da 24 poveri che recitano preghiere. I medici ed alcuni preti che assistono i becchini assicurano il rispetto di un minimo di decenza durante lo svolgimento delle operazioni.

I resti esumati dai Santi Innocenti e dagli altri cimiteri parigini sono trasferiti nottetempo nelle catacombe ricavate dalle cave esistenti fra Denfert-Rochereau e il parco di Montsouris, dove vengono accuratamente sistemati e dove sono visitabili ancora oggi.
La popolazione parigina accetta la distruzione del suo cimitero con perfetta indifferenza, noncuranza che finisce per preoccupare le autorità: nel 1801 il ministro dell’interno Luciano Bonaparte – fratello di Napoleone – suggerisce di bandire un concorso per creare un nuovo modello laico per le cerimonie funebri, per sottrarle al controllo della Chiesa e restituirle al sentimento della gente comune. Un modello che metta al centro la relazione affettiva fra i defunti e i viventi, un culto dei morti non confessionale, in grado di risvegliare la sensibilità e di guidarla verso un fine morale, evitando ogni superstizione.
Nel cimitero pubblico auspicato ora i campi di riposo diventano spazi verdi alberati, privi di costruzioni e solcati da sentieri e ruscelli, ad imitazione dei giardini delle ville aristocratiche.

Negli anni 1802-1804, quindi, il Comune di Parigi acquista Mont-Louis, una bella proprietà sovrastante Parigi appartenuta al confessore di Luigi XVI, e la trasforma in un cimitero paesaggistico, ondulato e boscoso.
Il cimitero del Pére-Lachaise viene aperto nel 1804.
All’inizio il nuovo camposanto riscuote scarso entusiasmo: per incentivare i cittadini – soprattutto quelli più facoltosi – a farsi seppellire qui, si decide di farne un cimitero di lusso riservato alle concessioni perpetue e per nobilitarlo vi si trasferiscono le spoglie, vere o presunte, del celebre filosofo medioevale Abelardo e della sua allieva Eloisa, protagonisti di una grande e sfortunata storia d’amore, insieme con quelle di molti celebri francesi, compreso Molière che finalmente trova riposo in terreno consacrato.
Fu un successo: il Pére-Lachaise figurò fin dalle origini nelle guide cittadine fra le curiosità della capitale. Oggi si estende su quasi 44 ettari e ospita circa 80.000 tombe.
Banchieri, compositori, pittori, scrittori, attori, filosofi, musicisti, cantanti: qui riuniti si trovano i nomi più importanti della cultura francese ed un discreto numero di quella mondiale.
(Dear friends speaking English, this is an home-made blog. I have no money to pay a professional translator, so I write English post by myself and – as you can see – I can’t write English language very well. So you can find a lot of mistakes in the articles: I beg your pardon. My English language level is: F(unny)! Will you pardon me?)
Every year 2 million people visit what is probably the most famous cemetery in the world: the Pére-Lachaise in Paris.
It is also the prototype of the romantic cemetery, a typology that met with great success during the 19th century: a ‘cemetery-garden’ where graves and monuments merge with nature and where those who still feel a silent connection with their dead can go.
This new type of cemetery emerged following the suppression of the Cemetery of the Holy Innocents, an important presence in Paris.
Work on the Santi Innocenti lasted from December 1785 to October 1787. Every evening, carts covered in black cloth escorted by torch-bearers , priests chanting the funeral office, 24 poor people reciting prayers transferred the remains exhumed from the Holy Innocents and other Parisian cemeteries to the catacombs carved out of quarries between Denfert-Rochereau and Montsouris Park, where they are carefully arranged and where they can still be visited today.
The Parisian population accepts the destruction of its cemetery with indifference. Then, in 1801 the Minister of the Interior Lucien Bonaparte suggested to create a new secular model for funeral ceremonies. A model that would place at the centre the affective relationship between the deceased and the living, a non-denominational cult of the dead, avoiding all superstition. In this new cemetery, the resting places are tree-lined green spaces, devoid of buildings and furrowed by paths and streams, in imitation of the gardens of aristocratic villas.
In 1802-1804, the Commune of Paris purchased Mont-Louis, a beautiful property above Paris that had belonged to Louis XVI’s confessor, and transformed it into the Pére-Lachaise Cemetery, opened in 1804.
At first, the new cemetery met with little enthusiasm: to encourage citizens – especially the wealthier ones – to be buried here, it was decided to make it a luxury cemetery reserved for perpetual concessions. The remains, real or presumed, of the famous medieval philosopher Abelard and his pupil Heloise, protagonists of a great and unfortunate love story, were transferred there, together with those of many famous Frenchmen, including Molière, who finally found rest in consecrated ground.
It was a success: the Pére-Lachaise was listed in the city guides as one of the capital’s curiosities from the very beginning. Today it covers almost 44 hectares and houses some 80,000 tombs.