
di Paola Redemagni
Nella sezione dedicata all’architettura dell’Esposizione Internazionale di Milano del 1906, viene presentato anche il modello vincitore del secondo concorso indetto per la costruzione degli edifici d’ingresso del cimitero di Mantova.
La questione di una sistemazione decorosa per il camposanto si trascinava ormai daquando nel 1797 il generale Miollis, comandante delle truppe di occupazione francesi, aveva ordinato l’immediata cessazione delle sepolture urbane e la costruzione di un nuovo cimitero civile e militare, che viene costruito lungo la strada postale per Cremona, a un miglio fuori da Porta Pradella. Il semplice muro che cinge il cimitero è inadatto alla dignità del luogo e della città.
La questione si trascina fino al febbraio 1902, quando viene bandito il primo concorso per un nuovo fronte monumentale. La scadenza per la presentazione dei progetti è fissata al 10 agosto, ma le proposte sono così modeste che si decide di non dichiarare un vincitore e di bandire un secondo concorso, nel giugno 1903.
Partecipano 28 concorrenti, tra cui nomi importanti dell’architettura, come Raimondo D’Aronco, Ernesto Pirovano, Giuseppe Sommaruga, ma l’operato della commissione giudicatrice suscita polemiche tali da indurre il Consiglio comunale a nominare una nuova commissione, che sceglie il progetto Immortalità di Pirovano.

La Commissione ne loda la grandiosità e la semplicità e l’aver tralasciato gli stili storici a favore del liberty contemporaneo.
Il progetto di Pirovano infatti coniuga la monumentalità dell’edificio centrale e la leggerezza degli elementi liberty. La massa centrale è alleggerita dal gioco incrociato delle scalinate, dall’oculo centrale e dal decorativismo del portone centrale. Le due edicole laterali equilibrano in senso orizzontale l’edificio principale, secondo uno schema architettonico che richiama i progetti coevi del Mausoleo Crespi, eretto da Gaetano Moretti a Crespi d’Adda fra il 1896 ed il 1907 (vedi: Crespi d’Adda, un villaggio operaio e il suo cimitero), prototipo dei cimiteri liberty in Italia, e del cimitero di Bergamo, realizzato dallo stesso Pirovano fra il 1896 e il 1913. In entrambi i casi vediamo riproposto lo schema che affianca all’edificio centrale due ali laterali, concluse all’estremità dalle edicole.

Di Luigi Chiesa – Opera propria, CC BY 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=8374504)
Le decorazioni liberty sfaldano nell’atmosfera circostante le linee nette dell’edificio, mentre grandi aperture traforate aprono le mura perimetrali e ne alleggeriscono la mole.
All’Esposizione, il progetto si aggiudica il premio Reale di Architettura.
Ci racconta tutto l’anonimo autore dell’articolo comparso sul giornale: Milano e l’Esposizione Internazionale del Sempione. 1906. Cronaca illustrata dell’Esposizione.
“Fra i tanti progetti architettonici esposti, scegliamo quello che l’architetto Ernesto Pirovano compose per il cimitero di Mantova e che rimase vincitore nel secondo e definitivo concorso bandito dal municipio mantovano. I giudici, che decretarono la corona al progetto del Pirovano sopra una trentina di concorrenti, furono l’architetto Camillo Boito, Gaetano Moretti e Attilio Muggia. Il Pirovano riuscì vincitore anche nel concorso per il Cimitero di Bergamo, da lui stesso costruito in gran parte.

Il concorso di Mantova riguardava precisamente la costruzione degli “edifici d’ingresso al Cimitero”, il quale prospetta e lambe la strada provinciale che da Cremona va a Mantova; strada disadorna e squallida. Il concorso stabiliva questo: che fossero ideate varie costruzioni, le quali, fuse in un tutto organico, costituissero la fronte dello stesso cimitero lungi quella strada: assegnava a tale scopo 180 metri di lunghezza e 30 di larghezza. Nei fabbricati dovevano trovar posto, oltre gl’ingressi e i locali destinati agli impiegati del cimitero, quelli per l’amministrazione, per l’igiene, per il culto: dovevano esservi pure compresi l’atrio, il Famedio, la galleria per ottocento colombari, le cappelle per gli ossarii e trenta comparti di porticati con relative cripte per tumulazioni. La spesa complessiva: mezzo milione.
Non era facile ideare, con questi obblighi e limiti precisi, un progetto, che, corrispondendo in tutto allo scopo, si elevasse sopra i tanti, anche belli, che conosciamo. Il Pirovano immaginò e studiò una vera opera d’arte, della quale i nostri lettori possono formarsi un’idea dalla fotografia qui riprodotta. Egli si servì dello stil novo; di questo stile, dominatore ormai anche nei regni della morte. Sopra tutto, sono ammirabili i particolari: nella parte inferiore v’è, per esempio, una vera profusione di finezze, che infonde alla pietra la grazia di un ricamo. Due sarcofaghi coronano il centro del Famedio: e vogliono, nel concetto dell’egregio architetto, avere in simbolo: l’eterno ciclo dell’umanità; cioè l’Amore, dal quale emana la vita, – e la Morte.
Ernesto Pirovano è milanese, degno allievo dell’architetto Angelo Colla, maestro nella scelta e nello studio amoroso di geniali concetti. Il suo progetto è molto ammirato all’Esposizione del Parco. Esso segna una nuova tappa nell’arte architettonica funeraria, o meglio un nuovo sviluppo consentaneo al gusto dei tempi. Il progetto del Pirovano è da poeta idealizzante la morte. Mantova dev’essere orgogliosa della nuova opera monumentale, che l’arricchirà ancor più”.
Dear friends speaking English, this is an home-made blog. I have no money to pay a professional translator, so I write English post by myself and – as you can see – I can’t write English language very well. So you can find a lot of mistakes in the articles: I beg your pardon. My English language level is: F(unny)! Will you pardon me?)
In 1797, the commander of the French occupation troops in Mantua, General Miollis, ordered the cessation of urban burials and the construction of a new civil and military cemetery, which was built along the post road to Cremona, outside Porta Pradella. But the poverty of the realisation is unsuitable for the dignity of the city.
However, it was not until 1902 that the first competition for a monumental building was announced, but the proposals were so modest that it was decided not to declare a winner and to launch a second competition, in June 1903.
Twenty-eight competitors took part, including important names in Italian architecture such as Raimondo D’Aronco, Ernesto Pirovano and Giuseppe Sommaruga. However, the competition was cancelled and a new commission chose Pirovano’s “Immortality” project.
Pirovano’s design disregards historical styles in favour of contemporary Art Nouveau one and combines the monumentality of the central building with the lightness of Art Nouveau elements. The central mass is lightened by the criss-crossing play of the stairs, the central oculus and the decorativism of the central doorway. The two side aediculae balance the main building horizontally, according to an architectural scheme reminiscent of contemporary designs for the Crespi Mausoleum, erected by Gaetano Moretti in Crespi d’Adda between 1896 and 1907, and the cemetery in Bergamo, built by Pirovano himself between 1896 and 1913.
The Art Nouveau decorations blur the building’s sharp lines in the surrounding atmosphere, while large openings open up the perimeter walls and lighten its bulk.
At the Exhibition, the project won the Royal Prize for Architecture.