Cimitero di Antagnod

di Paola Redemagni

Piccolo e bellissimo, stretto alla chiesa parrocchiale, immerso nella neve e nella luce del tramonto. Così si è presentato il cimitero di Antagnod quando l’ho visitato.

Il cancello si apre fra due piccole cappelle. Su quella di sinistra è dipinta – in francese – la scritta: “Io sono la risurrezione e chi crede in me, anche se fosse morto, vivrà; e chi vive e crede in me non morirà mai”.

Su quella di destra, sempre in francese: “Senza lamentarsi del tempo che scorre come le onde. Usate bene quello che avete in mano. Sapete che un giorno, e forse domani, la morte vi costringerà ad abbandonare il mondo”.

Del resto, il confine con la Francia e la Svizzera francofona è a pochi chilometri e il cimitero di Antagnod è stato, per secoli, l’unico del comprensorio di Ayas. Qui, fino all’Ottocento, le sepolture si sono svolte senza distinzione di famiglia o di censo.

(Cimitero di Antagnod e chiesa cimiteriale. Foto dell’autrice)

Nel piccolo spazio oltre il cancello si affollano le tombe, protette dalle cappelle votive costruite nel 1778, grazie ai lasciti dei signori Jean Merlet (100 lire) e Martin Perret (50 lire), a cui si aggiunsero altre offerte. Le cappelle sono dedicate ai Misteri del Rosario della Vergine Maria: nella liturgia sono 15, suddivisi in Misteri gaudiosi, Misteri dolorosi e Misteri gloriosi, secondo lo schema:

Misteri Gioiosi – Annunciazione, Visita ad Elisabetta, Nascita di Gesù, Presentazione al Tempio, Disputa di Gesù con i Dottori del Tempio.

Misteri Dolorosi– Preghiera di Gesù nell’orto degli ulivi; Flagellazione; Incoronazione di spine; Salita al Calvario e incontro con Veronica; Crocifissione.

Misteri Gloriosi– Resurrezione di Gesù; Ascensione di Gesù al Cielo; Discesa dello Spirito Santo su Maria e gli Apostoli; Ascensione di Maria al Cielo; Incoronazione della Madonna.

(Cimitero di Antagnod. Cappella votiva con l’Ascensione di Gesù al cielo. Foto dell’autrice)

Oggi le cappelle presenti sono 14 (mancano infatti l’Annunciazione e la Visita ad Elisabetta) e non sempre in buone condizioni: alcune pitture risentono del tempo e molte delle scritte in francese presenti in origine nelle lunette superiori sono scomparse.

Sul muro esterno della parrocchiale si susseguono lapidi più antiche, talvolta in italiano, altre volte in francese, testimoni delle esistenze di paese. Chiude lo spazio la Cappella del cimitero, oggi Museo di Arte sacra, con la facciata decorata da una piccola Madonna e da un enorme crocifisso con i simboli della passione.

Il cimitero nasce probabilmente insieme con la prima chiesa parrocchiale, la cui fondazione non è però documentata, anche se sappiamo essere presente già nel 1176. Il cimitero originale si estendeva anche sulla piazza della chiesa; fu arretrato al limite attuale probabilmente nella prima metà dell’Ottocento e successivamente ampliato alle spalle della chiesa.

(Antagnod. Cappella cimiteriale / Museo di Arte sacra. Foto dell’autrice)

Il primo documento a nominare il cimitero risale al 1341, quando i signori Pietro Bonifacio, Giovanni e Giacometto di Challant concedono in feudo alla comunità di Bisous l’alpeggio Vascoccia. Il documento viene firmato il primo luglio <<nella parrocchia di Ayas e precisamente nel cimitero della chiesa parrocchiale di San Martino>>. La circostanza è interessante perché testimonia l’uso del cimitero come spazio pubblico a favore della comunità.

Nel corso della sua visita pastorale del 19 maggio 1726, il vescovo Monsignor François Amedé Milliet d’Arvillars esorta i privati che vi avessero delle tombe a procedere alla riparazione del pavimento della chiesa di San Martino. Prescrive inoltre la realizzazione di una scalinata per facilitare l’accesso al cimitero, il rialzo del muro di cinta e la sua copertura con lastre in pietra.

(Antagnod. Chiesa di S.Martino e chimitero. Foto dell’autrice)

Nel maggio 1889 l’esistenza del piccolo cimitero viene messa in pericolo: per questioni di igiene, il Sottoprefetto ne chiede l’allontanamento dall’abitato ma il Consiglio comunale respinge la richiesta, sostenendo di non possedere i fondi necessari alla realizzazione di un nuovo cimitero. Che viene però effettivamente costruito alla fine degli anni Cinquanta del Novecento: posto sul pendio a metà strada fra Antagnod e Périasc e raggiungibile solo tramite una mulattiera, d’inverno diventa impraticabile a causa della neve.

Come già avvenuto a Laorca (leggi anche: Storie di miracoli e di ribellioni. Laorca.), il nuovo insediamento verrà ignorato, fino alla sua demolizione negli anni Ottanta, permettendo alla gente del paese di continuare a usare il piccolo camposanto fra le case in  pietra e legno, le fontane gelate, le meridiane dipinte.

(Le notizie storiche sono tratte dal volume: Le consorterie di Ayas ed altri frammenti di storia locale, di Silvio Rollandin. Si ringrazia il Comune di Antagnod per la collaborazione).