
di Paola Redemagni
Antonio Canova (1757-1822) è stato probabilmente il massimo interprete della scultura neoclassica, capace di influenzare in maniera determinante l’arte non soltanto europea ma mondiale; fra i musei che custodiscono le sue opere troviamo: il Louvre a Parigi, l’Ermitage a San Pietroburgo, il Victoria & Albert Museum a Londra, il Metropolitan Museum of Art a New York, oltre che chiese e palazzi a Roma, Vienna, Berlino, Kiev, Monaco, Ginevra.
Fu anche un grande innovatore della tipologia funebre con la realizzazione di nuovi modelli scultorei che reinterpretano in maniera originale l’arte classica.

Canova muore a Venezia il 13 ottobre1822. Nello stesso giorno viene effettuata la ricognizione cadaverica durante la quale vengono prelevati il cuore e la mano destra, artefice di tanti capolavori. Il corpo di Canova si trova così a condividere il destino di tanti re e santi del passato (Bollito o condito?) e di altre personalità come Galileo (Souvenir macabri: il dito medio di Galileo) o Mazzini (Giuseppe Mazzini, mummia riluttante), condannate a dare origine a vere e proprie reliquie laiche destinate all’ammirazione di posteri e contemporanei.
In un primo momento, cuore e mano vengono posti rispettivamente in un vaso e in un contenitore di porfido rosso e conservati presso l’Accademia di Belle arti di Venezia. Successivamente, entrambi troveranno una nuova collocazione.

I funerali solenni vengono celebrati dal Patriarca di Venezia il 16 ottobre presso la basilica di San Marco. Il corpo viene poi traslato a Possagno, in provincia di Treviso, paese natale dello scultore: dapprima nella sacrestia della vecchia parrocchiale, poi in un grande sarcofago marmoreo in una cappella del Tempio, progettato dallo stesso artista e da lui donato al paese in qualità di chiesa parrocchiale. Oggi anche la sua mano si trova qui, immersa in un liquido di conservazione all’interno di una teca.
Subito dopo la morte dello scultore, il corpo accademico dell’Accademia di Belle arti di Venezia decide l’erezione di un monumento commemorativo nella basilica di Santa Maria Gloriosa ai Frari: una collocazione di particolare prestigio, dal momento che la chiesa rappresenta uno dei principali complessi religiosi della città ed ospita monumenti di Dogi e di importanti personalità cittadine, fra cui quello dedicato a Tiziano, che per la Basilica aveva dipinto il suo quadro più famoso: l’Assunta in Cielo.

La scelta cade su uno dei due modelli in creta conservati presso la stessa Accademia, eseguiti dal Canova nel 1794, quando si prospettava l’idea di realizzare una tomba monumentale destinata a Tiziano: le vicende europee e la caduta della Repubblica nel 1797 avevano vanificato il progetto che, opportunamente adattato, era stato poi realizzato a Vienna nel 1805 per l’arciduchessa Cristina d’Asburgo.
Viene lanciata una sottoscrizione pubblica europea, a cui aderiscono anche molte teste coronate: gli Imperatori d’Austria con i principi ereditari, re Federico Guglielmo III di Prussia, l’Imperatore Pietro I di Portogallo, Alessandro e Nicolò imperatori di Russia, re Federico Augusto di Sassonia, per citarne alcuni.

I lavori iniziano nel 1827, cinque anni dopo la morte dell’artista.
Alla realizzazione dell’opera vengono chiamati solo scultori veneziani. All’Accademia viene costruito un modello in legno della piramide principale, a dimensioni reali, sulle cui dimensioni vengono poi modellate le figure, realizzate prima in creta e poi in gesso.
Il corpo principale del monumento è costituito da una grande piramide in marmo aperta la centro da una porta: richiamo alle tombe antiche, limen con il mondo oltretomba pronto ad inghiottire i viventi. Il varco spalanca l’oscurità al centro del bianco luminoso del monumento, in un gioco di chiaro scuro che rimanda al mistero dell’inconoscibile e della morte. Sopra la porta due figure alate reggono il medaglione con il ritratto di profilo dello scultore, secondo un modello classico a clipeo; lo contorna un uroburo, simbolo di eternità (vedi anche: Serpenti e falene).

La piramide si erge sopra un ampio basamento a tre gradoni su cui si dispongono le figure, in una composizione di forte impianto scenografico.
Riprendendo specularmente il monumento a Cristina d’Austria – ma non il bozzetto per Tiziano – troviamo a sinistra il gruppo composto dal Genio alato ispiratore del Canova, opera di Giuseppe Fabris, appoggiato ad una fiaccola spenta, che simboleggia la fine della vita e dell’arte dello scultore. Accanto a lui giace il Leone di S.Marco, opera di Rinaldo Rinaldi, prostrato a terra e con il libro del Vangelo fra le zampe, chiuso in segno di lutto: simbolo della città che partecipa al dolore per la scomparsa dell’artista.

A destra la Scultura, opera di Bartolomeo Ferrari, interamente avvolta in un panneggio che al contempo cela e svela la figura, accentuandone il mistero, si appresta a varcare la soglia: regge in mano il vaso contenente il cuore di Canova, che nella realtà è posto all’interno del monumento. Dietro di lei un giovane nudo opera di Rinaldo Rinaldi rappresenta il Genio e in mano reca la torcia accesa simbolo dell’eternità dell’opera e della fama di Canova. Alle sue spalle anche le figure femminili della Pittura e dell’Architettura, opera di Luigi Zandomeneghi, si avviano verso la soglia; sono unite da un festone di fiori e sono seguite dai rispettivi Genii tutelari, scolpiti da Jacopo de’ Martini.

Sullo zoccolo della piramide si trova l’iscrizione dedicatoria in latino: Antonio Canovae / principi sculptorum aetatis suae/ collegium venetum bonis artib. Excolend. / sodali maximo / ex conlatione Europae universae / a. MDCCCXXVII (Ad Antonio Canova, principe degli scultori del suo tempo, l’Accademia veneta di Belle arti con il contributo di tutta Europa, anno 1827).
Dear friends speaking English, this is an home-made blog. I have no money to pay a professional translator, so I write English post by myself and – as you can see – I can’t write English language very well. So you can find a lot of mistakes in the articles: I beg your pardon. My English language level is: F(unny)! Will you pardon me?
Probably, Antonio Canova was the most important sculptor of neoclassical sculpture: you can admire his statues in the most important museum all around the word and in many palaces and churches, in Italy and abroad. Also, he invented new types of tombs models that reinterpret classical art in an original way.
Canova died on 13th October 1822: during the autopsy, his heart and his right hand are removed and placed in red porphyry containers, placed in the Accademia di Belle Arti in Venice.
The funeral was celebrated on 16th October at St Mark’s Basilica. Then the body was moved to the sculptor’s hometown Possagno, in a chapel in the Temple, designed by the artist himself and donated by him to the town as a parish church. Today, his hand is also here, inside a reliquary.
The Academics decided to build a funeral monument to be placed in the S.Maria Gloriosa ai Frari Basilica: a very important church in Venice, were are buried many Dogi and Tiziano Vecellio, the painter. They decided to use a model made by Canova himself in 1794, for a funeral monument planned for Tiziano, which never was realized. Funding was ensured by a European public subscription and the work began in 1827.
The main body of the monument consists of a large marble pyramid opened in the centre by a door: it’s the limen with the underworld, ready to swallow the living: it’s darkness refers to the mystery of the unknowable and death. Above the door two winged figures hold the medallion with the sculptor’s portrait in profile, following a classical clypeus model; an uroburo, symbol of eternity, surrounds it.
Some figures are arranged on the basec of the pyramid, in a scenographic layout.
On the left yiu can see the group composed of Canova’s inspirational Winged Genius, sculpted by Giuseppe Fabris, with an extinguished torch, symbolising the end of the sculptor’s life and art. He lies next to the Lion of St. Mark, by Rinaldo Rinaldi, prostrate in mourning: symbol of the city that shares in the grief for the artist’s passing.
On the right, the Sculpture, by Bartolomeo Ferrari, is preparing to cross the threshold, holding in her hand the vase containing Canova’s heart, which in reality is placed inside the monument. Behind her, a naked young man by Rinaldo Rinaldi represents Genius, and in his hand he holds the lit torch symbolising the eternity of Canova’s work and fame. Behind him, the female figures of Painting and Architecture, by Luigi Zandomeneghi, followed by their respective tutelary Genii, sculpted by Jacopo de’ Martini.
On the base of the pyramid is the dedicatory inscription in Latin: Antonio Canovae / principi sculptorum aetatis suae/ collegium venetum bonis artib. Excolend. / sodali maximo / ex conlatione Europae universae / a. MDCCCXXVII (To Antonio Canova, prince of the sculptors of his time, the Veneto Academy of Fine Arts with the contribution of the whole of Europe, year 1827).