Arte e mistero nella tomba di Tiziano

di Paola Redemagni

Venezia, 1852, Basilica di S.Maria Gloriosa ai Frari. Il monumento funebre per Tiziano nella seconda campata della navata destra è finalmente terminato. Per spostare il corpo del pittore si apre la lastra che un’iscrizione identifica come sua sepoltura: Qui giace il gran Tiziano de’ Vecelli – emulator de’ Zeusi e degli Apelli. Ma del corpo non c’è traccia. La tomba è vuota. La pietra viene ricollocata al suo posto e accanto ne viene posta un’altra: Lapide antica / qui trovata e qui ricollocata / benché senza traccia / della mortale spoglia del pittore / MDCCCLII (1852).

Una conclusione imprevista per una vicenda durata secoli. Non diversamente da quanto era accaduto anche a Dante (leggi anche: Sepolcro del poeta Dante Alighieri e Dante non riposa in pace).

Quando muore il 27 agosto 1576, Tiziano ha quasi 90 anni ed è all’apice del successo. Ha viaggiato in tutta Europa, è stato il pittore di corte di Carlo V e Filippo II di Spagna, ha rinnovato la pittura europea.

(Venezia. Basilica di Santa Maria Gloriosa ai Frari. Sullo sfondo, l’Assunta dipinta da Tiziano. Foto dell’autrice)

La sua fama è tale che, malgrado l’epidemia di peste che sconvolge Venezia, vengono accordati i funerali solenni a San Marco e la sepoltura nella Basilica dei Frari, dove l’artista desiderava riposare e dove aveva acquisito i diritti di sepoltura  in cambio di una grande Pietà, da collocare sulla sua tomba. Il pittore era morto di febbre e anzianità e non di peste, come tramandato spesso dalla tradizione, perché in tal caso non  avrebbe potuto essere sepolto all’interno di una chiesa, a causa delle restrizioni sanitarie.

Due secoli più tardi si fa strada l’idea di onorarlo con un grande monumento funebre. L’incarico viene affidato allo scultore Antonio Canova, la cui tomba si trova dirimpetto a quella di Tiziano (vedi: Il cuore dello scultore – Antonio Canova).

(Venezia, Accademia di Belle arti. Antonio Canova, bozzetti per il monumento a Tiziano (1794))

Nel 1794 Canova realizza due bozzetti, oggi nelle collezioni dell’Accademia di Belle Arti, che interpretano in maniera differente il tema della piramide posta sopra una bassa gradinata, emblema superiore della Ragione che placa e risolve i conflitti delle passioni.

Nel primo caso prevale un’impostazione architettonica: addossato alla piramide vediamo un sarcofago in stile classico su cui si accascia una fanciulla in lacrime; al di sotto dello stesso sarcofago un putto alato si copre il viso con le mani e, a destra, siede prostrato un  genio altrettanto alato.

Nel secondo bozzetto al centro della piramide si apre il varco oscuro che immette nell’aldilà, pronto a inghiottire donne e bimbi, mentre sulla destra un genio alato piange appoggiato alla torcia rovesciata, simbolo di morte.

Il progetto non viene completato a causa della caduta della Repubblica di Venezia nel 1797 e della mancanza di fondi e Canova riadatterà questo secondo bozzetto nel 1805 per la sepoltura dell’arciduchessa Cristina d’Asburgo, a Vienna.

(L.Zandomeneghi e figli. Al centro: Tiziano affiancato dalle figure della Natura Universale e del Genio del Sapere. A sinistra: la Pittura. A destra: la Grafica. Foto dell’autrice)

L’idea verrà ripresa nel 1839 dall’imperatore d’Austria Ferdinando I : al termine della sua visita alla città lagunare, fa pubblicare il bando per la realizzazione del monumento da collocarsi nella Basilica. Partecipano dodici artisti. Viene scelto il progetto di Luigi Zandomeneghi (1779-1850), professore di scultura presso l’Accademia di belle arti che aveva già lavorato alla tomba per Antonio Canova. Nell’esecuzione viene aiutato dai figli Pietro e Andrea che completeranno l’opera dopo la sua morte.

Il monumento è realizzato in marmo di Carrara tra il 1842 e il 1852. Al centro di un arco trionfale siede Tiziano, coronato di alloro. Al collo porta due grosse catene d’oro con le onorificenze ricevute da Carlo V e da Filippo II. A sinistra è affiancato da una fanciulla dalla corona turrita: la Natura Universale, che viene disvelata dallo stesso pittore a ricordare la sua abilità nel riprodurre la natura. A destra, dal genio alato del sapere, che infatti gli porge un libro ed è accompagnato da una civetta.

Accanto a loro vediamo le Arti. Partendo da destra: la Scultura, la Pittura (che stringe in mano una corona d’alloro), la Grafica (in ricordo del suo lavoro di incisore) e infine l’Architettura.

(Monumento funebre a Tiziano. Dettaglio con l’intitolazione di Ferdinando I d’Asburgo. Foto dell’autrice)

Sull’alto piedistallo una scritta in latino unisce i nomi dell’artista e del committente: Titiano Ferdinandus I MDCCCLII (A Tiziano, Ferdinando I, 1852). In basso, ai lati, due uomini sostengono le tavole che ricordano i favori concessi a Tiziano dagli imperatori austriaci.
All’interno dell’arco trionfale alcuni bassorilievi riproducono le opere di Tiziano. Alle sue spalle l’Assunta, che decora l’altare maggiore della stessa chiesa; negli scomparti laterali rispettivamente l’Uccisione di San Pietro Martire (bruciato nel 1867 nell’incendio della chiesa dei santi Pietro e Paolo) e il Martirio di San Lorenzo (visibile alla chiesa dei Gesuiti). Negli scomparti superiori: la Visitazione e la Pietà, la sua ultima opera, oggi alle Gallerie dell’Accademia.  Il monumento è coronato dal leone alato di San Marco, simbolo della città, che mostra l’emblema della casa d’Asburgo.

Dear friends speaking English, this is an home-made blog. I have no money to pay a professional translator, so I write English post by myself and – as you can see – I can’t write English language very well. So you can find a lot of mistakes in the articles: I beg your pardon. My English language level is: F(unny)! Will you pardon me?

The famous painter Tiziano Vecellio’s funeral monument is placed in the St.Maria Gloriosa ai Frari Basilica, in Venice. The monument was made in Carrara marble between 1842 and 1852. In the center of a triumphal arch sits Titian, crowned with laurel. Around his neck he wears two large gold chains with the honors he received from Charles V and Philip II. Tiziano is flanked by a maiden with a turreted crown: Universal Nature; by the winged genius of knowledge, who in fact hands him a book and is accompanied by an owl and by the Arts. Starting from the right: Sculpture, Painting (holding a laurel wreath), Graphics (in memory of his work as an engraver), and finally Architecture. Inside the triumphal arch, several bas-reliefs reproduce Tiziano’s works, including the Assumption, which decorates the high altar of the same church. Tiziano died on 27th august 1576. In 1794, the members of Accademia di Belle Arti (Academy of Fine Arts ) decided to build a great funeral monument to honor him and they commissioned it from the sculptor Antonio Canova, whose tomb stands opposite Tiziano’s, in the same church.

In 1794 Canova made two sketches, now in the collections of the Accademia di Belle Arti, that interpreted in different ways the theme of the pyramid with figures, a superior emblem of Reason that appeases and resolves the conflicts of the passions. The project was not completed, and Canova readopted the second sketch in 1805 for the burial of Archduchess Christina of Habsburg in Vienna. In 1839 Emperor Ferdinand I of Austria revived the idea and issued a call for bids for the monument to be placed in the Basilica. Twelve artists participate. The design of Luigi Zandomeneghi (1779-1850), a professor of sculpture at the Accademia di Belle Arti  who had already worked on the tomb for Antonio Canova, is chosen. He was helped in the execution by his sons Pietro and Andrea, who would complete the work after his death. But when in 1852 the slab that should cover the painter’s body was lifted to transfer it to the new tomb, it was discovered that the tomb was empty. An unexpected conclusion to a centuries-long affair.