
di Paola Redemagni
“I miei figli non sanno di giocare su un cimitero… Ma esistono giochi molto peggiori a cui giocare” dice la protagonista al termine della trilogia di Hunger games.
Conosci il segreto che si cela sotto il Museo dei Bambini? Le mamme milanesi si sono molto spese perché quella che tutti in città chiamano la Rotonda di via Besana – o più semplicemente la Besana – diventasse uno spazio pubblico riservato ai bambini: ampio, ben recintato, con un unico accesso facilmente controllabile e bei porticati che consentono di giocare anche in caso di maltempo. Così la Rotonda della Besana è diventata un giardino aperto a tutti. Dal 2014 ospita anche il MUBA-Museo dei Bambini: uno spazio dedicato ai più piccoli e alle loro famiglie. C’è anche un bistrò dove fare colazione, merenda o l’aperitivo. Quello che quasi tutti ignorano è che un tempo questo era un cimitero.

Il suo vero nome è San Michele Arcangelo ai Nuovi sepolcri. È detto anche Foppone dell’Ospedale Maggiore e abbiamo già visto quale sia a Milano il significato di questo termine (vedi: Cimitero scomparso della Mojazza).
E così i bambini giocano sotto le alte volte della chiesa, sotto capitelli di teschi e ossa intrecciate, o si rincorrono sotto i portici e sopra le cripte.
L’Ospedale Maggiore si trova a poca distanza, lungo via Francesco Sforza. Una via lunga e diritta lo collega alla Rotonda lungo il tracciato dell’attuale via San Barnaba, che termina proprio di fronte alla Porta della Meraviglia. Fuori dal portale in pietra si vedono ancora gli scalini che portavano al ponte che qui sorpassava il naviglio, che un tempo correva lungo la circonvallazione. Dalla Porta della Meraviglia passavano i defunti per essere portati al nuovo cimitero.

L’Ospedale esisteva da tempo. Fu costruito nel 1456 per volere del duca di Milano Francesco Sforza, con criteri innovativi per l’epoca e una grande attenzione agli aspetti logistici e sanitari. Era fornito, tra l’altro, di un proprio cimitero coperto situato lungo il Naviglio – la Brugna si chiamava – e di camere sepolcrali sottostanti la chiesa. L’aumento dei degenti, e quindi quello dei defunti, costringeva a inumare anche nel campo centrale o, in alternativa, a trasferire le salme fuori dalle mura cittadine, nei cosiddetti fopponi. (per saperne di più: I Fopponi di Milano).
Nel tempo la situazione peggiorava a causa delle continue esumazioni e delle infiltrazioni d’acqua dal naviglio. I miasmi divennero insopportabili e la presenza del cimitero intollerabile. Fu così che i consiglieri dell’Ospedale nel maggio 1694 acquistarono dalla famiglia Stella alcuni terreni posti tra la chiesa di Santa Maria della Pace e le mura della città, per costruire un nuovo sepolcro coperto con annesso oratorio.

I lavori, iniziati nel 1695 sotto la direzione dell’ingegnere dell’ospedale Arrisio Arrigoni, durarono due anni. Nel 1700 si decise di trasformare l’oratorio in una chiesa, affidandone il disegno all’architetto Francesco Croce che la progettò con una pianta a croce greca, sovrastata al centro da una cupola ottagonale a sua volta innestata su un tamburo. All’interno – di grande suggestione – suddivise ogni braccio in tre navate coperte a capriate, sorrette da sottili colonne rastremate decorate da capitelli decorati con teschi e ossa. Entrò in funzione nel 1719 col nome San Michele Arcangelo ai Nuovi Sepolcri.

Nello stesso anno fu innalzato anche il grande porticato circostante, completato nel 1731. Le camere sepolcrali sottostanti la chiesa, infatti, pur essendo capienti dovevano essere periodicamente svuotate ed i corpi nuovamente sepolti nel prato circostante. Per evitare le continue operazioni, si decise quindi di creare nuove camere poste sotto al porticato: un’elegante figura ottagonale curvilinea, con 4 lati maggiori e 4 minori, per un totale di 416 metri. Fu completato nel dicembre 1725 grazie alla generosità del mercante in seta Giambattista Annone.

La Rotonda restò in funzione fino al 1783: si calcola che abbia ospitato circa 100.000 corpi. Nel 1792 fu dismessa a seguito delle disposizioni sanitarie austriache che decretavano lo spostamento dei cimiteri fuori città. Da quel momento cambiò più volte destinazione: sotto Napoleone si pensò di farne un Pantheon del Regno d’Italia – di cui Milano era la capitale – su progetto dell’architetto Luigi Cagnola. Negli anni seguenti fu caserma, fienile, cronicario e lavanderia dell’ospedale.
A partire dal 1906, priva da tempo dell’originario uso cimiteriale, si iniziarono le procedure per il trasferimento dei defunti dalle camere sotterranee al cimitero di Musocco (Cimitero Maggiore di Milano. Musocco.) Per eliminare i gas presenti fu necessario installare un sistema di ventilazione meccanica che per tre giorni consecutivi soffiò aria calda a 260 gradi.

Dal 1958 la proprietà è passata al Comune e la Rotonda ha iniziato una nuova vita, come spazio pubblico, sede espositiva per eventi e mostre temporanee e, oggi, sede del Muba.