Cimitero Monumentale di Bergamo

di Paola Redemagni

Nel 2020 è divenuto uno dei simboli della pandemia (vedi anche: A cosa serve un cimitero?), ma la sua storia inizia due secoli prima.

Nel 1810, infatti, la città di Bergamo recepisce le leggi napoleoniche in materia di cimiteri moderni e si dota di ben quattro camposanti situati in zone differenti della città.

Il cimitero di S.Lucia viene costruito fuori Porta Broseta, nella zona corrispondente all’attuale via Nullo, tra le vie Noseda e Lapacano, in un’area oggi occupata da un complesso residenziale. Ritenuto inadatto, viene dismesso nel 1813 e sostituito con il cimitero di San Giorgio posto nella zona della Malpensata, poco lontano dal lazzaretto.

Il cimitero intitolato a San Maurizio viene realizzato poco distante da Borgo Santa Caterina e Borgo Palazzo, vicino a un’antica chiesa cimiteriale poi ceduta alle monache del vicino convento di S.Fermo. Di forma circolare, sarà l’unico dei cimiteri bergamaschi costruiti nell’Ottocento a sopravvivere: verrà infatti inglobato nel nuovo Monumentale, diventando il campo riservato alle sepolture infantili.

(Bergamo, Città Alta. By Ptr11 – Own work, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=45159011)

Infine, il cimitero di Valtesse viene eretto in forma ottagonale lungo la strada per la Val Brembana, per servire il comune di Valtesse e Città Alta.

Alla fine dell’Ottocento i tre camposanti non sono più in grado di far fronte alle esigenze della città. Nel 1891 il Comune avvia quindi uno studio per la soluzione del problema. Le possibilità sono due: implementare le aree già in uso oppure sostituirle con un nuovo e unico cimitero. Durante la seduta del 2 marzo 1896 il Consiglio comunale delibera per quest’ultima.

Il 17 novembre 1896 viene indetto il concorso per la progettazione del nuovo cimitero unico da realizzare con una spesa massima di 150.000 lire, che sorgerà accanto a quello di San Maurizio, in un’area che assicuri le migliori condizioni di salubrità.

La commissione giudicatrice è composta da nomi importanti: Camillo Boito e Gaetano Moretti, cui si affiancano Elia Fornoni, Giacomo Fizzoni e Luigi Albani, che si trovano a giudicare ben 47 elaborati. Vince il progetto presentato da Ernesto Pirovano, dal titolo: Utinam, che in latino significa “Volesse il cielo!”

Pirovano disegna un cimitero con pianta a croce greca preceduto da un corpo architettonico frontale in stile eclettico, da realizzare in ceppo di Brembate, dove collocare la cappella, gli uffici, gli alloggi del custode e del capo seppellitore, la sala necroscopica e quella di osservazione. Al centro del complesso si erge l’edificio monumentale che ospita il Famedio, affiancato da due ali più basse al termine delle quali vengono collocati gli ingressi.

L’esproprio dei terreni si protrae fino al 1900, quando finalmente iniziano i lavori, ma quando il cimitero viene inaugurato, il 25 maggio 1904, ampia parte della facciata risulta ancora incompleta. Tra il 1904 e il 1909 il cimitero di San Giorgio alla Malpensata viene dismesso e i suoi ospiti vengono spostati al Monumentale. I lavori riprendono nel 1910, per concludersi infine nel 1915.

(Bergamo. Ernesto Bazzaro, particolare del fregio. Foto di Devid Rotasperti, dal sito: Prima Bergamo)

Il cimitero Monumentale di Bergamo si presenta come un edificio imponente, sopraelevato rispetto alla strada da un alto basamento. Una scala monumentale conduce al Famedio che si presenta come un’edicola massiccia in stile eclettico, movimentata dal portone centrale incorniciato da fregi continui e coronato da un bassorilievo a motivi geometrici. Ai lati del portone la decorazione scultorea realizzata da Ernesto Bazzaro celebra l’opera della vita cristiana che conduce alla redenzione dopo la morte. La parte superiore dell’edificio è aperta da una successione di sottili finestre, quasi delle feritoie, digradanti dal centro verso l’esterno, e dalle cornici mistilinee che lo coronano.

Internamente presenta un pavimento in marmi policromi a croce greca, altare centrale e una decorazione pittorica sulle pareti di gusto eclettico. La volta è decorata con le figure di profeti e patriarchi realizzate da Ponziano Loverini.

Il Famedio trova corrispondenza nelle edicole poste al termine dei colonnati laterali, che risultano molto più leggere grazie alle aperture degli ingressi affiancati da colonne e alle palmette che nella parte superiore sostituiscono le croci di coronamento.

(Veduta prospettica del cimitero progettato da Gaetano Moretti, 1896 (tav. tratta da: AAVV, Gaetano Moretti. Costruzioni, concorsi, schizzi, Bestetti e Tumminelli Editori, Milano, 1912)

L’intero complesso ricorda da vicino altri lavori in realizzazione negli stessi anni poco distante, a Crespi d’Adda (per approfondire: Crespi d’Adda, un villaggio operaio e il suo cimitero): il castello per la famiglia Crespi (1897), ad opera dello stesso Pirovano, ed il mausoleo Crespi, realizzato da Gaetano Moretti, presente nella commissione per la realizzazione del cimitero di Bergamo, a testimonianza di una diffusa e comune sensibilità stilistica.

Dear friends speaking English, this is an home-made blog. I have no money to pay a professional translator, so I write English post by myself and – as you can see – I can’t write English language very well. So you can find a lot of mistakes in the articles: I beg your pardon. My English language level is: F(unny)! Will you pardon me?

In 1810, the city of Bergamo adopted Napoleon’s laws on modern cemeteries and built four graveyards in different areas of the city.

The cemetery of S.Lucia was built outside Porta Broseta. Deemed unsuitable, it was decommissioned in 1813 and replaced with the cemetery of San Giorgio, located in the Malpensata area, not far from the lazaretto.

The cemetery named San Maurizio was built not far from Borgo Santa Caterina and Borgo Palazzo, near an ancient cemetery church. Circular in shape, it was the only one of Bergamo’s 19th-century cemeteries to survive: it was incorporated into the new Monumental Cemetery, becoming the area reserved for the burial of children.

Finally, the cemetery of Valtesse was built in an octagonal shape along the road to Val Brembana, to serve the municipality of Valtesse and the Upper Town.

In 1891, the Municipality launched a study to replace the cemeteries, which had become unsuitable, and on March 2, 1896, it approved the construction of a new, single cemetery for the entire city, to be built next to the one in San Maurizio.

On November 17, 1896, a competition was announced, with 47 entries. The winning project was submitted by architect Ernesto Pirovano, entitled ‘Utinam’, which in Latin means “If only heaven would grant it!”

Pirovano designed a cemetery with a Greek cross plan preceded by an eclectic-style architectural structure at the front, housing the chapel, offices, caretaker’s quarters, autopsy room, and observation room. At the center of the complex stands the Famedio, flanked by two colonnades, at the end of which are the entrances.

The work finally began in 1900 but, when the cemetery was inaugurated on May 25, 1904, the facade was still incomplete. Work resumed in 1910 and was completed in 1915.

The Monumental Cemetery of Bergamo is an imposing building, raised above the street by a high base. A monumental staircase leads to the Famedio, which is a massive eclectic-style aedicule, enlivened by the central door framed by continuous friezes. On either side of the door, the sculptural decoration by Ernesto Bazzaro celebrates the Christian life that leads to redemption after death. The upper part of the building is opened up by narrow windows sloping downwards from the center towards the outside.

The entire complex closely resembles other works built around the same time not far away, in the workers’ village of Crespi d’Adda: the castle for the Crespi family (1897), designed by Pirovano himself, and the Crespi mausoleum, designed by Gaetano Moretti, who was a member of the commission for the construction of the Bergamo cemetery, reflecting a shared stylistic sensibility.