Di Giancarlo Gonizzi, progetto “Città della memoria”, ADE SpA Cimiteri di Parma

(G.G.Mancini, Cappella Dall’Olio, interno: la Pietà. Cimitero della Villetta, Parma. Foto dell’autore)
Abbiamo già visto come, durante la sua permanenza parmense, l’architetto Gian Giuseppe Mancini abbia avuto occasione di progettare e realizzare due sepolture di eccezionale livello qualitativo presso il Cimitero della Villetta (La Villetta di Parma). Entrambe permeate di gusto visionario e fantastico hanno avuto, però, differente considerazione, più per la collocazione che per particolari ragioni stilistiche o di gusto.
Il primo progetto è il Famedio dedicato al direttore d’orchestra Cleofonte Campanini: uno dei monumenti più imponenti del Cimitero della Villetta. (Un’opera visionaria alla Villetta: il famedio di Cleofonte Campanini).
Il secondo progetto, sconosciuto ai più, è racchiuso all’interno della cappella della famiglia Dall’Olio.
Databile alla seconda metà degli anni Venti del Novecento e caratterizzata dallo stile Déco, si apre al centro dell’arco 33 del portico perimetrale Est del Cimitero. L’esterno è costituito da una porta a vetri decorata con una croce, una corona di spine e motivi geometrici in bronzo.
L’architrave e gli stipiti sono in marmo grigio e su uno di questi, in basso a destra, si trova incisa la firma del progettista. Sopra l’architrave, che reca incisa la proprietà, si trovano elementi geometrici a forma di ventaglio. L’interno della cappella è interamente affrescato a motivi floreali e geometrici, tranne che sulle due pareti ai lati dell’ingresso riservate alle lastre tombali.

(G.G.Mancini, Cappella Dall’Olio. Interno. Cimitero della Villetta, Parma. Foto dell’autore)
Sulla parete frontale troneggia un altorilievo in scagliola policroma, opera sempre del Mancini, che rappresenta una pietà appoggiata a due lastre di marmo e circondata da un arco di rose in bassorilievo, alle cui basi si trovano quattro putti.
La cappella risulta di particolare interesse per la progettazione unitaria e per l’utilizzo diffuso e coerente di motivi Déco, poco frequenti nel Cimitero della Villetta.

(G.G.Mancini, Cappella Dall’Olio, interno: particolare della Pietà. Cimitero della Villetta, Parma. Foto dell’autore)
Nato a Pietrasanta il 26 aprile 1881, dopo il diploma in disegno architettonico conseguito a Roma nel 1902, Gian Giuseppe Mancini ottenne diversi premi e menzioni in varie esposizioni in Italia e in Europa. I suoi progetti architettonici, ispirati alla lezione della Wagnerschule, si caratterizzano per la fantasiosa monumentalità di forte accentuazione scenografica. Dal 1912 insegnò nell’Istituto di Belle Arti di Parma di cui divenne direttore nel 1923. Tra le sue più significative realizzazioni si possono ricordare la villa-castello a Zoagli per il drammaturgo Sam Benelli – per i cui libri già aveva eseguito sorprendenti illustrazioni di sapore secessionista – e la grandiosa tomba per il musicista Cleofonte Campanini posta nel Cimitero Monumentale della Villetta.
Attivo anche in altri settori delle arti figurative fu autore delle fantasiose scene per L’amore dei tre Re e per l’edizione del Ballo Excelsior di Luigi Manzotti (1835-1905) rappresentata alla Scala di Milano nel 1915. Nel 1930 fu chiamato a ricoprire la cattedra di composizione architettonica prima all’Accademia di Brera e poi al Politecnico di Milano. Morirà a Parma il 28 gennaio 1961.
