La gloria perduta dei Meuricoffre (Napoli, ex cimitero Acattolico)

di Paola Redemagni

Quella dei Meuricoffre a Napoli è la storia di una famiglia importante, che ha intrecciato la propria a quella della città per cinque generazioni, fra diplomazia, economia, commercio e filantropia. Del loro impero, della loro influenza, oggi restano solo la bella residenza sulla collina di Capodimonte conosciuta un tempo come Villa Favorita e oggi sede di eventi con il nome di Villa Domi e l’Ospedale Internazionale. La sede della banca in via Toledo era già scomparsa nel 1905, quando l’istituto di credito fu assorbito dal Credito Italiano.

La tomba di Oscar Meuricoffre, invece, giace nell’ex cimitero acattolico abbandonato di Santa Maria della Fede, nella piazza omonima (Cimitero acattolico di Santa Maria della Fede (Napoli): uno dei nove monumenti superstiti lasciati lì dopo la chiusura.

(Napoli, ex Cimitero Acattolico di Santa Maria della Fede, oggi giardino pubblico. Foto dell’autrice)

Il bel sarcofago di Oscar Meuricoffre Console generale della Confederazione Elvetica, però, parla di speranza. Il bassorilievo sulla fronte riprende il passo del Vangelo di Giovanni dedicato alla resurrezione di Lazzaro (XI, 40): Gesù è rappresentato al centro, sereno di fronte alla disperazione di Marta e Maria che lo rimproverano di non essere arrivato prima per scongiurare la morte del fratello. Una di loro indica il sepolcro alle sue spalle, l’altra lo implora in ginocchio. Alle estremità due angeli assistono alla scena: quello di destra ha accanto un ramo di palma, simbolo della vittoria sopra la morte.

Gesù ordina ai presenti di aprire la tomba. Marta obietta che il corpo è nel sepolcro da quattro giorni, ormai in condizioni precarie. Gesù le risponde: “Non ti ho forse detto che, se credi, vedrai la gloria di Dio?”.

Le stesse parole incise sul basamento del sarcofago:

“Oscar Meuricoffre consul generale de la confed[eration] helvetique XI aout 1824 IX janvier 1880. Jesus lui repondit ne t’aj je pas dit que si tu crois tu verras la gloire de Dieu”.

(Oscar Meuricoffre, console generale della Confederazione Elvetica, 11 agosto 1824 – 9 gennaio 1880. Gesù gli rispose: “Non ti ho forse detto che, se credi, vedrai la gloria di Dio?”).

(Napoli, ex Cimitero Acattolico. Tomba di Oscar Meuricoffre. Dettaglio con l’epigrafe Foto dell’autrice)

Oscar appartiene alla quarta generazione della famiglia svizzera a Napoli, dove Friedrich Robert Mörikover si è trasferito tra il 1760 e il 1767, dopo un soggiorno a Lione durante il quale la famiglia ha iniziato l’attività bancaria e francesizzato il proprio nome in Meuricoffre.

I Meuricoffre fanno di Napoli la loro residenza e la sede principale delle proprie attività economiche. Oscar entra nell’azienda di famiglia nel 1856 con il fratello Tell e insieme ne assumono la direzione, investendo in tutto il sud Italia.

La loro fortuna si fonda sulla commistione di attività bancarie e commerciali: investono nel monopolio del sale e del tabacco, sono attivi nel credito, nella produzione di olio, canapa, vino e di prodotti agricoli che esportano con le loro navi in Gran Bretagna, nell’Europa orientale e fino agli Stati Uniti.

La famiglia intrattiene rapporti non solo economici ma anche istituzionali con la corte e con l’élite napoletana, diventando ben presto un punto di riferimento per la comunità svizzera e per quella evangelica: fonda l’Ospedale Internazionale di Corso Vittorio Emanuele, promuove la Scuola Svizzera, oggi chiusa, e finanzia la Società Napoletana del Gas, che dà la prima illuminazione pubblica alla città.

L’affidabilità ed il prestigio consentono a Oscar di diventare console della Confederazione elvetica, carica che verrà tramandata agli altri Meuricoffre per ben tre generazioni, con un impegno che ha contribuito a costruire la Napoli moderna.